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Libertà di informazione: Egitto, violenze e insulti dei sostenitori di Mubarak contro i giornalisti stranieri

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Roma, 2 feb – L´Egitto brucia e nel mirino del regime di Hosni Mubarak, o almeno dei suoi ´lealisti´, finiscono i giornalisti, ´rei´ di raccontare al mondo con le parole e le immagini la rivolta della piazza. Dopo le censure e gli arresti dei giorni scorsi ai danni di di Al Jazira, la tv qatariota piu´ diffusa nel mondo arabo, oggi sono stati i giornalisti occidentali a subire botte, violenze e insulti da parte dei manifestanti pro-Mubarak. Anderson Cooper, inviato di punta della Cnn, e´ stato riconosciuto e picchiato da un gruppo di lealisti al Cairo. Il cronista, hanno riferito sia la Cnn che il New York Times, e´ stato raggiunto da diversi colpi alla testa e al volto, mentre intorno a lui alcune troupe televisive, tra cui una proprio della Cnn, sono state malmenate. I media esteri sono ´´sotto attacco´´, e´ stato il tweet a meta´ pomeriggio di Tim Willcox della Bbc, testimone di calci e pugni contro una cameraman a Piazza Tahrir, dove la battaglia tra i gruppi rivali e´ infuriata per tutto il giorno. ´´Scende la notte e noi siamo intrappolati con l´opposizione´´, digita in serata Ivan Watson, ancora della Cnn. Tra i manifestanti leali all´ultimo dei Faraoni, spuntati oggi – non si sa da dove – su cavalli e cammelli, spira la rabbia contro stranieri e giornalisti. Il New York Times scrive di molotov partite dalle loro bande contro l´esercito e minacce all´indirizzo di chiunque mostrasse tra le mani una telecamera. E´ l´esperienza capitata anche ad un cronista dell´ANSA, intento a riprendere con una mini-camera uno dei cortei dei lealisti e aggredito perche´ sospettato di lavorare per le ´traditrici´ emittenti arabe Al Jazira o Al Arabiya: ´´Non dovete riprendere il nostro Paese e mostrare immagini false, andate via!´´, urla al giornalista uno dei seguaci di Mubarak. Non appena il cronista si presenta come italiano pero´, il gruppo sembra calmarsi: ´´Berlusconi – grida uno di loro – e´ un amico del nostro Presidente, sono due uomini rispettabili. Ma i manifestanti di piazza Tahrir vogliono il caos e vogliono riportare il Paese a mille secoli fa, vogliono la guerra civile!´´. Annalena Di Giovanni, una giornalista italiana di ´Terra´, si collega ad Ecoradio dal bel mezzo di piazza Tahrir e racconta di morti e feriti, e di un imminente intervento dell´esercito che potrebbe causare ´´un bagno di sangue´´. ´´Giornalisti italiani si trovano nel mezzo degli scontri. La Farnesina e il governo intervengano immediatamente presso le autorita´ egiziane perche´ sia garantita la loro incolumita´ che e´ a fortissimo rischio´´, e´ l´appello dei Verdi. In serata sono stati invece rilasciati i tre giornalisti israeliani fermati stamattina al Cairo dalla polizia mentre stavano coprendo le manifestazioni, formalmente con l´accusa di non aver rispettato il coprifuoco: torneranno in patria gia´ questa sera.________________________________RSF, CONDANNA SENZA RISERVE CONTRO GLI ATTACCHI. “Reporter sans frontières condanna senza riserve gli attacchi scioccanti di oggi alla BBC, ad Al Jazeera, Cnn, Al-Arabiya ed ai giornalisti di ABC News, gli attacchi sono portati dai sostenitori di Mubarak che, a quanto ci hanno riferito, sono sostenuti dalla polizia in borghese. Gli assalti hanno avuto luogo durante gli scontri tra i sostenitori del presidente e manifestanti che chiedono le dimissioni, a Tahrir Square, nel centro di Cairo”. Lo riferisce un comunicato dell´organizzazione non governativa internazionale in difesa della libertà di stampa in tutto il mondo. “L`uso della violenza contro il personale dei media è particolarmente scioccante”, ha detto il segretario generale di Reporters sans frontières, Jean-François Julliard. ´Molti sono stati direttamente colpiti dai sostenitori del presidente e da poliziotti infiltrati. Diversi sono stati picchiati e la loro attrezzatura è stata rubata´. ´Ricordiamo a tutti i partiti che i giornalisti sono degli osservatori esterni, che in nessun caso può essere identificato con una parte o dall`altra. Questi attacchi sembrano essere stati atti di vendetta contro i media internazionali accusati di convogliare le proteste chiedendo le dimissioni del presidente Mubarak. Esortiamo la comunità internazionale a reagire con forza a questi eccessi´, ha aggiunto Julliard. ´E ricordiamo al governo egiziano che ha il dovere di applicare la legge e ripristinare con urgenza la sicurezza per tutti, compreso il personale dei media´. “A causa della confusione che circonda le proteste di oggi, è ancora difficile ottenere informazioni precise circa le violenze contro i media. I primi rapporti indicano che Anderson Cooper della CNN, Girolamo Boehm della BBC e Lara Setrakian di ABC News sono stati tra quelli attaccati dai sostenitori di Mubarak. Molti dei giornalisti che hanno descritto gli incidenti di oggi hanno chiesto di non essere identificati per timore di rappresaglie. “Non appena vedono una telecamera, si gettano su di essa,” ha detto un giornalista oggetto di lancio di pietre contro di lui durante le proteste. Un altro giornalista ha detto di essere stato preso a calci e la sua macchina fotografica gli è stata strappata dalle mani”. (TMNews)

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