Roma, 6 feb – Una nota per smentire l´ipotesi di dimissioni di Angelino Alfano e Sandro Bondi dal governo, cosi´ come cambi ai vertici del Pdl; il consueto audio-messaggio per ribadire che il governo ha il ´´dovere´´ di continuare la sua azione e per denunciare ´´l´illegittima´´ intromissione di alcuni pm e di certi giornali sulla sua vita privata. Silvio Berlusconi torna a parlare di partito e esecutivo. Il fatto che il comunicato sia diffuso dal Pdl scatena le congetture di chi vede lo zampino dei vertici di via dell´ Umilta´, ma i diretti interessati fanno trapelare che e´ stato caldeggiato dal premier. Difficile dire chi dica il vero. Fatto sta che nella nota Berlusconi definisce ´´fantasiose´´ le ricostruzioni giornalistiche che parlano di ´´coordinatore unico´´, di ´´cambio del Ministro della Giustizia´´, di ´´dimissioni di Bondi´´ o di ´´rimpasto´´. Tutte ipotesi che smentisce ´´in modo assai netto´´, precisando di essere concentrato ´´su ben altro´´, dal ´´rilancio dell´economia, dell´occupazione e del lavoro´´ al federalismo, dalle riforme istituzionali e della giustizia e all´ampliamento della maggioranza. Poi una frase che suona come un monito interno: ´´Sarebbe auspicabile che chi si esercita in questo tipo di operazioni si applicasse in qualcosa di piu´ reale e costruttivo´´. Al di la´ dell´evidente interesse di Denis Verdini, Sandro Bondi e Ignazio La Russa (attuali coordinatori) a mettere a tacere le voci su un loro passo indietro, appare verosimile che anche il premier abbia voluto subito zittire le indiscrezioni. Non solo per prevenire tensioni e malumori dentro il Pdl in un momento in cui e´ essenziale la coesione, ma anche per evitare che la nomina di ministri e sottosegretari lo costringa a salire al Colle per formalizzare un ´Berlusconi-bis´. Cosa possibie se all´assegnazione delle poltrone lasciate vuote dai finiani si accompagnassero sostituzioni in dicasteri di peso come la Giustizia e i Beni culturali. Ecco perche´ Berlusconi tiene a precisare che non si tratta di un ´´rimpasto´´, ma della semplice sostituzione di posti vacanti, pur se accompagnati dalla nomina di nuovi sottosegretari che consentano ai ministri-deputati di fare numero in Aula. E per la medesima ragione, come vanno ripetendo dal suo entourage, la rimodulazione della squadra sara´ ´´graduale´´. Altro motivo che lo spinge alla cautela e´ la necessita´ di avere in via Arenula un ministro fidato come Alfano, soprattutto in vista di quelle riforme in campo giudiziario che il premier ritiene essenziali. Cio´ non toglie che il Cavaliere (come dimostrano le sue parole nell´incontro avuto con i ´responsabili´) continui a vedere nel Guardasigilli l´uomo piu´ indicato a prendere le redini del partito. Forse anche per ragioni politiche se e´ vero che, come sostiene qualcuno nel Pdl, la sua vicinanza al premier non consente quella liberta´ di manovra necessaria in un momento in cui il fronte giustizia e´ cosi´ caldo. Insomma, anche se lo schema fosse pronto, assicurano i fedelissimi del premier, non sarebbe questo il momento per metterlo in pratica. Nell´audio-messaggio, invece, non ci sono riferimenti al partito. E anche al ´fronte Ruby´ il Cavaliere non dedica che un passaggio, quando dice che ´´alcuni magistrati perseverano nell´intromettersi illegittimamente nella vita dei cittadini´´ e che ´´certi giornali sembrano concentrati a guardare nel buco della serratura´´. Parole che dimostrano la volonta´ del premier (quando non si lascia trascinare dalla diretta) di mostrarsi indifferente all´inchiesta milanese. La richiesta di dimissioni delle opposizioni viene infine respinta: ´´Per noi e´ un dovere continuare a governare´´. (ansa)