La Segreteria dell´Associazione Stampa Romana, insieme con il Dipartimento Pari Opportunità e Diritti e il Dipartimento Cultura Etica e Qualità dell´Informazione, in occasione della manifestazione “Se non ora, quando” del 13 febbraio 2011, a difesa della dignità alle donne, torna a ribadire l´impegno sindacale a tutela della professionalità giornalistica nella corretta trasmissione dell´immagine femminile, stigmatizzando come lesive della nostra professione tutte quelle forme, anche più subdole, di disprezzo di questa immagine.
Giornaliste e giornalisti sono invitati ad aderire e a partecipare alla manifestazione, ritenendo che la tutela della nostra professione ha come elemento imprescindibile il rigetto di una visione degradata della donna, del suo ruolo e del suo valore. Ci rifiutiamo di avallare una cultura sessista, legittimata dal comportamento personale di una alta carica dello Stato e dall´atteggiamento generale (non da oggi) di parte della politica, dell´opinione pubblica e dei media, che deturpa e svilisce l´immagine delle donne italiane.
La rappresentazione femminile nei media, con il suo forte impatto sul costume e sui modelli sociali e culturali del Paese, è per l´Associazione Stampa Romana questione preminente, segno del livello di democrazia, civiltà, uguaglianza e pari opportunità espresse da questa Repubblica.
Questo livello, nonostante l´allarme lanciato già alcuni anni fa da autorevoli osservatori internazionali come il Financial Times, è precipitato in misura intollerabile, con forti ripercussioni sociali e nei luoghi di lavoro, anche nelle nostre redazioni, dove il ruolo delle donne giornaliste è spesso discriminato.
E in questo contesto non possiamo non ribadire la nostra preoccupazione per quanto accaduto alla collega de Il Giornale, Anna Maria Greco, oggetto di un´umiliante perquisizione personale, e rinnovare a lei la nostra solidarietà.
Già viziata da una sempre maggiore ingerenza di interessi particolari (politici ed economici), l´informazione “bene comune” e la comunicazione sono ritornate ad assumere un linguaggio e un punto di vista parziale, sessista e discriminatorio nei confronti della donna, confinata sempre più a stereotipo.
Di fronte a una sovraesposizione mediatica della figura femminile nella sua anatomicità e sessualità, dalle donne e dagli uomini dell´informazione deve ripartire quel raccontare le donne nella loro completezza, senza tralasciare, ad esempio, la drammatica quotidianità di quante, vittima di quei modelli sessisti, continuano a subire violenza e sono minacciate, perseguitate, uccise da mariti compagni e conviventi.
L´Associazione Stampa Romana, a partire dalla manifestazione del 13 febbraio, continuerà a tutelare con ogni mezzo il ruolo e l´immagine della donna nei media, attraverso iniziative culturali e sindacali, anche proponendo una carta deontologica di riferimento per l´intero mondo dell´informazione.