Roma, 1 mar – L´alternare, di settimana in settimana, conduttori di talk show ´con diversa formazione culturale´. Mandandoli in onda nelle fasce migliori del palinsesto. E´ questa la nuova indicazione prevista nel testo di atto di indirizzo sul pluralismo presentato dal Pdl in commissione di Vigilanza. Il relatore di maggioranza Alessio Butti, nell´illustrare la bozza rielaborata (il nuovo testo modifica la precedente richiesta di vietare ad altri talk show di affrontare per otto giorni lo stesso tema affrontato da uno di essi ndr), ha spiegato che l´occupare sempre le serate di martedì e il giovedì (il riferimento è a Ballarò e ad Annozero ndr) ´è diventata una rendita a vantaggio di alcuni conduttori´. In sintesi si potrebbe dire, usando le parole di Flavia Perina di Fli, che il Pdl ha in mente talk show “a targhe alterne”. Onde evitare, continua Butti, il determinarsi “di una evidente posizione dominante da parte di alcuni operatori dell´informazione rispetto ad altri”, la Rai dovrebbe “sperimentare l´apertura di altri spazi informativi affidati ad altri conduttori, da posizionare negli stessi giorni alla stessa ora sulle stesse reti e con le stesse risorse esistenti secondo una equilibrata alternanza settimanale”. Santoro: “Caricatura del Minculpop”. Il conduttore di Annozero Michele Santoro punta il dito contro il testo Butti: “Siamo al Minculpop, ma con gerarchi che assomigliano alle caricature dei fascisti” dice. “Ma di che cosa meravigliarsi? Viviamo in un paese” dice Santoro, “in cui una Commissione parlamentare di vigilanza nomina il Consiglio d´amministrazione della Rai. E nonostante questo, la maggioranza di governo dopo aver deciso i vertici della rai e dopo aver schiacciato il servizio pubblico subordinandolo agli interessi personali del presidente del Consiglio, pretende di organizzare direttamente anche il palinsesto”. Le reazioni. Secondo Giorgio Merlo, Pd, Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai, “La bozza del senatore Butti non è condivisibile”. Dice Merlo in una nota: “Un atto di indirizzo sul pluralismo è un documento importante per la credibilità e la trasparenza del servizio pubblico radiotelevisivo. Purchè non diventi una clava per colpire qualcuno. Il documento di Butti contiene troppi elementi che non garantiscono un pieno e reale pluralismo”. In una nota, il leader dell´Italia dei valori Antonio Di Pietro dichiara: “Siamo alle purghe dei peggiori regimi. Il Pdl vuole decapitare l´articolo 21 della Costituzione. La libera informazione è alla base di un sistema democratico: calpestarla in questo modo è un atto criminale. L´italia dei valori farà le barricate fuori e dentro le camere e porterà il caso in tutte le sedi competenti”. I deputati Udc Enzo Carra e Roberto Rao, rispettivamente segretario e capogruppo in Commissione di vigilanza Rai. affidano il loro commento a una nota congiunta: “Abbiamo presentato per tempo su sollecitazione del presidente della commissione di vigilanza un lungo documento con tutti gli elementi di critica rispetto al testo di Butti. Ci sono stati dei cambiamenti, ma largamente insufficienti a rendere il testo emendabile”. Secondo Flavia Perina, direttore del Secolo e deputata di Futuro e libertà, “I principi del pluralismo televisivo esigerebbero che il martedì e il giovedì non ci fossero sempre Floris e Santoro, perchè questa sarebbe una ´rendita´. Se così è, non si capisce perchè ogni sera a dirigere il Tg1 debba essere Minzolini e a condurre Porta a Porta sia sempre Vespa”. Dal presidente Sergio Zavoli, però, arriva una bacchettata all´opposizione che, a suo avviso, blocca il via libera dell´atto di indirizzo per il pluralismo dell´informazione Rai. Al termine della seduta il presidente sottolinea che da parte del Pdl ci sono stati “grandi passi in avanti” mentre dall´altra parte si è fermi sulla “irricevibilità”. “Ma quali sono i punti irricevibili? – chiede Zavoli – il silenzio di alcuni oggi mi conferma il sospetto che non si voglia arrivare ad una soluzione condivisa”. Replica il capogruppo del Pd Fabrizio Morri, per il quale l´impostazione del Pdl per cui “la Rai non risponde nei suoi programmi all´opinione della maggioranza degli italiani” resta “un approccio irricevibile”. Per il resto “oggi Butti ha annunciato delle modifiche ma non le abbiamo viste, le guarderò ed entrerò nel merito. Non credo di essere stato oggetto della critica di Zavoli, si interviene quando si ha qualcosa da dire”. Proposta Pdl, “Conduttori responsabili delle notizie”. Al momento, la Rai tutela i propri conduttori da possibili rappresaglie legali, prendendone le difese in caso di controversie. Nella bozza Butti, il Pdl chiede alla Rai di stipulare sempre contratti con i conduttori di trasmissioni di approfondimento politico che “individuino con chiarezza la responsabilità del conduttore, e le relative sanzioni in ordine all´attendibilità e alla qualità delle notizie diffuse”. Questo secondo la bozza, in modo da “sollevare l´azienda da reponsabilità civili e/o penali” anche “qualora non si giunga a formalizzare un accordo con il conduttore, come è già accaduto”. La proposta va a sostituire la precedente previsione, ribattezzata ´norma Gabanelli´ che prevedeva tassativamente che “il conduttore è sempre responsabile dell´attendibilità e della qualità delle fonti e delle notizie, sollevando la rai da reponsabilità civili e/o penali”. Proiettili per Santoro. Una busta contenente 4 bossoli e una lettera manoscritta di minacce per Michele Santoro, Peter Gomez, Gianni Barbacetto e Marco Travaglio sono stati recapitati alla sede Rai di via Teulada. Sull´episodio indaga la Digos. L´assenza di sigle e il tono farneticante fanno pensare agli investigatori che si tratti del gesto di un mitomane. (repubblica.it)_______________________________________________________________RAI:ECCO LE PRINCIPALI NORME ALTERNANZA CONDUTTORI, DOPPIO OPINIONISTA, SI´ A COMMENTI AL TG – Ecco le principali norme contenute nella bozza di atto di indirizzo presentata dal Pdl in Commissione di Vigilanza Rai, dopo la decisione del relatore di maggioranza Alessio Butti di modificare il testo. – E´ indispensabile garantire, laddove il format della trasmissione prevede l´intervento di un opinionista a sostegno di una tesi, uno spazio adeguato anche alla rappresentazione di altre sensibilita´ culturali. Non e´ contestabile a giornalisti e opinionisti del servizio pubblico il diritto di esprimere un´opinione, e´ semmai da valutare il pericolo che quell´opinione diventi ´la´ verita´ e non ´una´ verita´. Cio´ e´ ancora piu´ necessario per quelle trasmissioni che, apparentemente di satira o di varieta´, diventano poi occasione per dibattere temi di attualita´ politica e sociale. – Tutti i partiti presenti in Parlamento devono trovare, in proporzione del proprio consenso, e in riferimento al ruolo e all´iniziativa esercitati rispetto ai temi in discussione, opportuni spazi nelle trasmissioni di approfondimento giornalistico. – La Rai, che all´interno dei suoi palinsesti rivela un forte squilibrio, si impegni ad aumentare l´offerta di approfondimenti giornalistici affidata a conduttori di diversa formazione culturale. – La Rai studi e sperimenti format che prevedano la presenza in studio di due conduttori di diversa formazione culturale. – Tenuto conto dell´attuale distribuzione, durante la settimana, delle diverse tipologie di trasmissioni, che concentrano nella prima serata del martedi´ e del giovedi´ i programmi piu´ importanti di approfondimento politico, la Rai valuti l´opportunita´ di sperimentare l´apertura di altri spazi informativi e/o di approfondimento affidati ad altri conduttori, da posizionare negli stessi giorni (martedi´ e giovedi´), alla stessa ora (prima serata), sulle stesse reti e con le stesse risorse esistenti secondo una equilibrata alternanza settimanale. – I contributi intesi quali filmati, tabelle, schede e quant´altro non possono avere profilo rappresentativo di una tesi precostituita funzionale all´attacco diretto o indiretto degli ospiti presenti in trasmissione o di soggetti che, in quanto assenti, non possono difendersi. – Non puo´ essere consentita, per almeno due anni dalla cessazione del mandato elettorale, la conduzione di programmi di approfondimento a chiunque abbia interrotto la professione giornalistica per assumere ruoli politici di rilevanza nazionale, esponendosi pubblicamente quale rappresentante di un partito. – Si evitino all´interno di programmi di approfondimento giornalistico metodologie e tecniche capaci di manipolare in maniera non riconoscibile allo spettatore il contenuto delle informazioni. Nella fattispecie rientrano le interpretazioni, a opera di attori professionisti, delle conversazioni telefoniche intercettate. – Sollevando l´azienda da reponsabilita´ civili e/o penali, qualora, come gia´ accaduto, non si giunga a formalizzare un accordo con il conduttore, la Rai provveda comunque a stipulare contratti in cui sia individuata con chiarezza la responsabilita´ del conduttore e le relative sanzioni in ordine all´attendibilita´ e alla qualita´ delle notizie diffuse. – Per quanto riguarda i notiziari deve essere preservata la possibilita´ per il direttore o per altri commentatori da lui indicati di esprimere liberamente opinioni personali, a patto che siano distinte dalle notizie. (ansa)