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Caso Ruby: Milano, assessora Rizzi querela suo ex portavoce e giornalista Marco Marsili

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Milano, 2 mar – L´assessora regionale lombarda allo Sport e ai giovani, Monica Rizzi, ha dato mandato ai suoi legali di querelare Marco Marsili, l´autore di ´Onorevole bunga-bunga. Berlusconi, Ruby e le notti a luci rosse ad Arcore´, al quale aveva revocato l´incarico di portavoce la settimana scorsa. L´annuncio dell´interruzione del ´contratto fiduciario´ era stato dato dallo stesso giornalista che, in una nota, consigliava a Rizzi di ´preoccuparsi dell´indagine della Procura della Repubblica di Brescia circa la sua ´laurea´ in psicologia´. ´Ho ricevuto mandato dall´assessora Monica Rizzi per assisterla in seguito alla diffusione delle gravi insinuazione che, in questi giorni, da alcune parti vengono fatte alla sua persona´, scrive l´avvocato Alessandro Diddi. ´C´e´ un tale, infatti, il quale, ipotizzando che l´assessora avrebbe qualcosa da temere in relazione alla sua ´laurea´ in psicologia – continua la nota -, preannuncia imminenti guai giudiziari nei confronti dell´assessora Rizzi´. “Si tratta – aggiunge Diddi – di scenari che, in questi tempi, a qualcuno forse farebbe piacere che si verificassero ma che, purtroppo per chi li preconizza, sono del tutto improbabili”. “L´assessora Rizzi – chiarisce il legale – non ha alcuna laurea in psicologia e, dunque, non ha da temere per titoli che non ha mai conseguito e nemmeno mai esibito. Non ha da temere alcuna indagine perche´ non le consta che la stessa sia esistente e, anche lo fosse, sarebbe pronta in ogni momento a spiegare con serenita´ qualunque contestazione”. “E´ certo che – conclude – depositero´ una denunzia-querela all´autorita´ giudiziaria di Brescia per le gravissime insinuazioni sulla persona dell´assessora Rizzi e la diffusione di notizie che, se inesistenti, costituirebbero un ulteriore segno dell´aggressione mediatica che si sta organizzando nei suoi confronti. Nel caso invece esistenti, segno non meno evidente della grave violazione del segreto di indagine, deve essere chiamato a rispondere chi, con la divulgazione di comunicazioni pubbliche quantomeno imprudenti, alimenta queste speculazioni”. (agi)

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