Roma, 9 mar – ´´Nessuna legge che imponga il silenzio alle notizie e´, e sarà mai, una riforma. E´ un´idea insana che il Governo fara´ bene a riporre prima che sia comunque inondato, ora e nel tempo, da una marea di notizie che, avendo rilievo pubblico e risultando di pubblico interesse, comunque i giornalisti faranno arrivare ai cittadini´´. E´ l´altola´ di Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa. ´´Quella del silenzio di Stato sulle intercettazioni – afferma Siddi in una nota – non sara´ mai una riforma epocale. D´ora in poi chi ha questi intendimenti abbia almeno il coraggio e il buon senso di usare le parole per quello che e´ il loro significato. La proposta che si fa circolare in questi giorni, in queste ore, al massimo e´ una controriforma, un proposito realizzato solo negli anni piu´ bui nella storia del nostro Paese. Le riforme sono tali quando fanno crescere la liberta´ e la disponibilita´ di conoscenze per tutti i cittadini, quando allargano la sfera dei diritti collettivi, non quando la ristringono. Si astenga percio´ il Governo da fare leggi dannose, faziose e inutili che, se adottate, collocheranno il nostro Paese fuori dall´alveo delle democrazie moderne e avanzate´´. ´´I giornalisti non resteranno inermi di fronte a propositi di controriforma. Nello stesso tempo sono chiamati alla massima responsabilita´ e correttezza per assicurare il diritto di tutti alla piena informazione, che non appartiene a nessun potente, ne´ alle pubbliche autorita´. Qualsiasi legge che in fondo, voglia disciplinare il dissenso sarebbe ´fuorilegge´ – conclude il segretario della Fnsi – priva di qualsiasi legittimazione´´. (ansa)