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Crisi in redazione: cdr Rai Parlamento, a rischio le dirette da Camera e Senato. "Vogliamo direttore e piano editoriale"

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Roma, 14 mar – Rai Parlamento ha bisogno di un ´´direttore a tutto tondo´´ e di ´´un piano editoriale teso al rilancio´´. A confermare la sua posizione in una nota e´ il comitato di redazione della testata, che ´´ribadisce lo stato di agitazione gia´ indetto´´ e ´´la richiesta di un confronto con la Vigilanza´´ e annuncia ´´la ferma intenzione di attivare, in mancanza di nuovi e positivi sviluppi, tutte le forme di protesta sindacale che si renderanno necessarie, compreso il mancato commento giornalistico alle dirette del Parlamento´´. ´´Piu´ di cinque mesi con una direzione a interim e nella totale latitanza di un piano editoriale che affronti i problemi del presente ed indichi un qualsivoglia futuro. E´ il paradosso di Rai Parlamento: una realta´ produttiva – sottolinea il cdr di Rai Parlamento – tra le piu´ antiche dell´azienda nonche´, forse, quella piu´ variamente impegnata ad interpretare le possibili declinazioni del concetto di servizio pubblico. Nella sua offerta televisiva si trova infatti di tutto: dirette dal Parlamento, Question Time, programmi dell´accesso, informazione istituzionale, tg e rubriche, nonche´ tribune elettorali come quelle che a breve la vedranno nuovamente impegnata in vista dei referendum del giugno prossimo. ´´Da un tempo ormai troppo lungo – accusa ancora il cdr – le redazioni di Rai Parlamento formalmente chiedono, e pazientemente attendono, un segnale di attenzione da parte dell´azienda, ma la congiura del silenzio, un silenzio assordante, continua. La nomina di un direttore ´a tutto tondo´ viene infatti rimandata di settimana in settimana, lasciando la testata priva di punti fermi e con un crescente senso di amarezza. Vorremmo voltare pagina con un piano editoriale teso al rilancio, che affronti in modo credibile le esistenti opportunita´ di crescita: vale a dire quei ´treni´ su cui – con una cabina di regia praticamente vuota – rischiamo davvero di non salire mai, a partire dai canali digitali istituzionali´´. (ansa)

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