New York, 17 mar – Il New York Times online diventa a pagamento dal 28 marzo (da oggi in Canada), in quella che e´ considerata una scommessa per l´intera industria mediatica, con molti editori che ne attendevano l´esordio per valutare la reazione dei lettori. Il New York Times sara´ infatti il maggiore quotidiano generalista a chiedere ai suoi lettori di pagare per l´accesso alle notizie, rompendo cosi´ 15 anni di consultazioni gratis e scontrandosi con la mentalita´ dell´internet gratis dei consumatori. ´´E´ un giorno importante nei nostri 159 anni di storia di evoluzione e reinvenzione. la decisione si tradurra´ – afferma il presidente di The New York Times Company, Arthur Sulzerberg – in un´altra risorsa di ricavi e rafforzera´ la nostra capacita´ di continuare a investire nel giornalismo e nell´innovazione digitale´´. Il New York Times propone un modello di abbonamenti simile a quello del Financial Times. I lettori potranno consultare in via gratuita 20 articoli al mese, solo dopo verra´ chiesto loro di pagare. Per l´accesso al sito dal computer e dal cellulare l´abbonamento sara´ di 15 dollari al mese, per quello da computer ed e-reader 20 dollari. I lettori che vorranno accedere al New York Times in tutte le sue forme digitali dovranno versare 35 dollari al mese. Ai titolari di un abbonamento cartaceo non sara´ richiesta nessun´altra sottoscrizione. Per tutelare il traffico sul proprio sito web, circa 30 milioni di lettori al mese, oltre ai 20 articoli consultabili gratuitamente, il New York Times offrira´ accesso gratuito per un numero illimitato di contenuti a chi vi accedera´ da motori di ricerca, blog e social media come Twitter e Facebook. Per chi vi accedera´ attraverso Google ci sara´ un tetto di 5 articoli al giorno. ´´La sfida e´ mettere un prezzo al nostro lavoro senza creare un muro fra noi e la rete globale e assicurandoci di continuare a impegnarci per un audience il piu´ vasto possibile´´ osserva Sulzerberg, riconoscendo gli ostacoli che l´accesso a pagamento puo´ creare e le resistenze mentali dei lettori. L´industria della carta stampata americana sperimenta un periodo difficile con – secondo i dati del Pew Project for Excellence in Journalism – il numero di lettori che e´ sceso del 5% nel 2010 e la raccolta pubblicitaria in calo del 6,4%. (ansa)