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Libertà di stampa: Libia, ucciso il giornalista Nabbous volto Tv molto popolare del Citizen Journalism anti-Gheddafi

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Londra, 19 mar – Mohammad Nabbous, il volto del ´Citizen journalism´ in Libia e´ stato ucciso oggi a Bengasi apparentemente da forze pro-Gheddafi. Lo riporta il Guardian. Nabbous, soprannominato ´Mo´, 27 anni, aveva messo in piedi Libya al-Hurra TV, una stazione televisiva indipendente su internet che trasmetteva immagini e commenti dalla citta´ libica in mano ai ribelli. ´´Mohammad Nabbous era il primo contatto in Libia e il volto del citizen journalism in quel paese´´, ha detto Andy Carvin, della americana National Public Radio. E´ stato creato un gruppo su Facebook per commemorare l´uomo che ´´e´ stato in piedi notte e giorno per cercare di far conoscere al mondo cosa sta succedendo in Libia´´, La morte di Nabbous fa seguito all´agguato contro il cameraman di al Jazira Ali Hassan al Jaber in una imboscata fuori Bengasi all´inizio della settimana. In febbraio, nella prima trasmissione in diretta da Bengasi dopo l´inizio della rivolta, ´Mo´ aveva proclamato di ´´non aver paura di morire, ma paura di perdere la battaglia´´. Negli ultimi giorni e nelle ultime ore della sua vita Nabbous aveva continuato a trasmettere in video e a fornire informazioni sul bombardamento della centrale elettrica di Bengasi il 17 marzo, i missili lanciati dalle forze pro-Gheddafi dalla vicina citta´ di Sultan il 18 marzo, gli ulteriori attacchi della mattina di oggi. Il giornalista aveva raccontato della morte di due bambini di 4 mesi e 5 anni, uccisi da un missile mentre dormivano nella loro camera da letto: ´´Cosa sarebbe successo se fosse stata la nostra casa, se fosse stata la nostra camera da letto´´, aveva detto il giornalista in uno degli ultimi collegamenti. La morte di Nabbous e´ stata annunciata dalla moglie sulla sua tv: secondo la moglie, il giornalista sarebbe stato colpito alla testa da cecchini fedeli al dittatore libico. (ansa)

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