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Libertà di informazione: intercettazioni e giustizia, Berlusconi insiste

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Roma, 15 apr – Cena presso l´Hotel Valadier ieri sera per lo stato maggiore del Pdl e dei suoi ministri, ma senza la presenza di Silvio Berlusconi. L´obiettivo era quello di ricreare un clima di armonia tra le varie componenti della maggioranza. Tra i primi a giungere all´appuntamento i capigruppo al Senato, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, e alla Camera, Fabrizio Cicchitto e Massimo Corsaro. Presenti i coordinatori del partito Denis Verdini e Ignazio La Russa. Puntuali i ministri Michela Vittoria Brambilla, Mara Carfagna, Stefania Prestigiacomo e Giorgia Meloni. Presente anche l´ex ministro Claudio Scajola, che mercoledi´ sera aveva riunito all´Hotel Majestic una cinquantina di parlamentari del Pdl discutendo con loro la possibilita´ di dar vita a due gruppi autonomi alla Camera e al Senato con la denominazione ´´Azzurri della liberta´ per Berlusconi presidente´´. Quest´ultima possibilita´ non e´ gradita dal presidente del Consiglio. Poche dichiarazioni alla fine della serata conviviale. Per Gasparri, il clima della cena e´ stato ottimo e non c´erano decisioni da prendere. Il capogruppo del Pdl al Senato spiega che non ci sono state frizioni neppure tra i ministri Altero Matteoli e Ignazio La Russa che alcune indiscrezioni vorrebbero in rotta di collisione a causa dei metodi di gestione della componente ex An (con Matteoli si e´ schierato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno). Le tensioni nel Pdl sono motivate dalla necessita´ di trovare nuovi equilibri interni dopo la rottura con Gianfranco Fini e i finiani di Fli. Alcuni esponenti del partito auspicano l´apertura della fase congressuale del Pdl, piu´ volte annunciata e piu´ volte rinviata. Ma Berlusconi sarebbe intenzionato a dare il via libera al congresso del Pdl solo alla fine del 2012, alcuni mesi prima della fine naturale della legislatura, per non allentare l´attivita´ del governo. Prima dell´incontro presso l´Hotel Valadier c´era stato un vertice con Berlusconi a Palazzo Grazioli. Il premier si e´ detto convinto che dopo la prova di compattezza data dalla maggioranza alla Camera sul processo breve che passa all´esame del Senato per la definitiva approvazione ora si possono affrontare anche la riforma delle intercettazioni e quella costituzionale della giustizia (separazione delle carriere dei giudici, modalita´ di composizione del Consiglio superiore della magistratura). Quanto alle dichiarazioni del presidente Giorgio Napolitano sulla sua intenzione di valutare attentamente il provvedimento, Berlusconi ha comunicato che il guardasigilli si rechera´ quanto prima al Quirinale. L´obiettivo e´ argomentare al capo dello Stato che non corrispondono al vero le notizie che vorrebbero che la prescrizione breve potrebbe avere effetti su alcuni processi di particolare rilievo (strage alla stazione di Viareggio, crollo della Casa dello studente a L´Aquila). Secondo Luciano Sardelli, capogruppo di Iniziativa responsabile a Montecitorio e presente al summit, Berlusconi avrebbe anche smentito la dichiarazione relativa all´indicazione del ministro Alfano come suo successore. Una frase in questo senso era stata riferita da alcuni giornalisti della stampa estera che hanno partecipato nei giorni scorsi a una cena con il premier. La notizia non era piaciuta a Umberto Bossi e alla Lega. Sardelli ha precisato inoltre che nel vertice si e´ deciso di avviare la prossima settimana l´atteso rimpasto di governo. Secondo le indiscrezioni, Berlusconi provvederebbe alla nomina di alcuni vice ministri mentre per quanto riguarda i sottosegretari bisognera´ attendere l´approvazione di una legge che modifica l´attuale tetto di 60 (in questo numero sono compresi i ministri) stabilito dalla riforma Bassanini. Sui rapporti tra Palazzo Chigi e Quirinale c´e´ da segnalare la precisazione del sottosegretario Paolo Bonaiuti: ´´Leggiamo con stupore su alcune agenzie di stampa che al presidente Berlusconi viene attribuita una ipotetica intenzione di convincere il Quirinale in merito al cosiddetto processo breve. Questa intenzione, per il rispetto che si deve al Capo dello Stato, non e´ stata mai espressa ed e´ assolutamente inventata´´. Il segretario Pier Luigi Bersani spiega la posizione del Pd sul processo breve nel corso della trasmissione ´´Otto e mezzo´´ su La7: ´´Le leggi hanno un loro percorso: c´e´ il vaglio del presidente della Repubblica e della Corte costituzionale. A nostro giudizio, questa legge non garantisce la parita´ dei cittadini, quindi ha un vulnus costituzionale´´. (asca)

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