Roma, 16 apr – ´´Roberto Saviano ha querelato Liberazione. Una denuncia penale per diffamazione a mezzo stampa e´ stata depositata nei miei confronti, in qualita´ di autore degli articoli messi sotto accusa, e del direttore Dino Greco. Sembra che Saviano non abbia gradito il modo in cui ho raccontato, lo scorso 14 ottobre, la vicenda della diffida inoltrata dal centro Peppino Impastato all´editore del suo penultimo libro, La parola contro la camorra´´. Lo scrive il giornalista di Liberazione Paolo Persichetti, in un articolo che sara´ pubblicato domani sul quotidiano. ´´La parola appunto – si legge nell´articolo – quella che Saviano dice fin dal titolo di utilizzare come strumento per combattere il crimine organizzato, veicolo di liberta´ che lui sostiene di difendere contro le molte censure, sempre denunciate ma mai viste; quella parola che distribuisce su tutti i supporti mediatici, a destra e manca degli schieramenti politici, resta legittima solo se da lui pronunciata´´. ´´La sua parola – aggiunge Persichetti – intesa come unica parola possibile, che percio´ stesso esclude le altre, soprattutto se sono critiche nei suoi confronti, se ne raccontano limiti e inesattezze, se ne mettono in mostra la faccia nascosta o molto piu´ semplicemente se dicono: ´Noi la pensiamo diversamente da te. Le verita´ che affermi sembrano prese dal dizionario di monsieur de Lapalisse, per non dire le volte che travalicano la realta´ dissolvendosi in fantasie´. Come dimostra la sistematica omissione delle fonti che rende impossibile la verifica di quel che scrive´´. La seconda querela riguarda invece un articolo, scrive Persichetti, ´´un corsivo, apparso il 10 novembre del 2011, sulla sua prestazione televisiva offerta nella prima puntata di Vieni via con me, non so dirvi molto di piu´ se non che sono assolutamente consapevole d´aver commesso l´imperdonabile crimine di lesa maesta´. Ma dovrebbe esser noto che a ´Liberazione´ non sono graditi i monarchi, tanto piu´ le monarchie intellettuali´´. (adnkronos)