Doha, 17 apr – Un giornalista sportivo e un cameraman della radio televisione romanda (Rts) sono stati trattenuti per 13 giorni in Qatar contro la loro volontà. Stando a quanto comunicato oggi dalla RTS i due erano nell´emirato, che organizzerà i campionati mondiali di calcio del 2022, per un reportage. Il primo aprile una pattuglia della polizia li ha arrestati a Mesaïeed mentre stavano girando un filmato sul paesaggio. Sono stati ammanettati e interrogati per ore, dapprima in un posto di polizia locale e poi a Wakra. In seguito sono comparsi davanti a un giudice a Doha e si sono visti infliggere una multa, senza ottenere un verbale o una ricevuta. Sono stati rimessi in libertà, senza però l´autorizzazione a lasciare il paese. La telecamera è stata confiscata. Secondo la Rts nell´arco dei 13 giorni non sono mai stati concretamente accusati di nessuna infrazione. Prima della partenza la missione del Qatar a Ginevra aveva peraltro comunicato che potevano svolgere liberamente il loro lavoro. Ma solo dopo l´intervento dell´ambasciatore elvetico in Kuwait (la Confederazione non ha una rappresentanza sul posto) e del Dipartimento federale degli affari esteri hanno potuto recuperare la telecamera e prendere un volo per la Svizzera, dove sono arrivati venerdì mattina. La Rts deplora l´incidente e denuncia il modo di procedere arbitrario della polizia. A suo avviso si è trattato di una grave violazione della libertà di stampa. L´episodio sarà segnalato alle autorità competenti e alla FIFA. (www.swissinfo.ch)