Roma, 5 giu – Report, come stabilito dall´Agcom dopo la richiesta del ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, ´´ripara´´ sulla manovra 2010 presa di mira nella puntata dello scorso 24 ottobre. Ma rilancia sulla social card. Altra misura voluta dal ministro dell´Economia ma che – secondo la trasmissione – non avrebbe centrato gli obiettivi fissati. Il tutto senza il ministro che, come ricostruisce Milena Gabanelli – ´´si era arrabbiato´´. Per riparare Report ricostruisce pregi e difetti della manovra da 25 miliardi (in particolare, il ricorso ai tagli lineari ´´indiscriminati´´ che si´ hanno fatto scendere la spesa pubblica ma a danno dei servizi ai cittadini) e la Gabanelli ricorda di aver chiesto al ministro di replicare non ottenendo pero´ ´´alcuna risposta´´. Poi la delibera dell´Agcom e dunque la puntata riparatrice. Tra gli economisti ´filotremontiani´ ascoltati (l´accordo e´ che dovessero esprimere solo posizioni a favore della manovra viceversa la Rai rischiava la multa dell´Agcom) Alberto Quadrio Curzio: ´´il deficit sta calando ma dovremmo fare di piu´ se il programma sottoposto a Bruxelles si rivelasse insufficiente´´; poi Marco Fortis: l´Italia nel 2011 sara´ l´unico paese ad avere un avanzo primario´´. Ma il problema evidenziato da Report a questo punto e´ l´inflazione. Se dovesse aumentare piu´ del previsto sarebbero necessari ulteriori tagli? ´´Potrebbe avere un effetto sui tassi di interesse. – replica il presidente Istat, Enrico Giovannini – resterebbero meno risorse per gli investimenti´´. Servirebbero 15 miliardi in piu´ l´anno, afferma Paolo Manesse, un altro economista interpellato. E poi ci sara´ la manovra per azzerare il deficit (40 miliardi) e quella sul debito (46 miliardi). ´´Non sara´ cosi´ automatico – si augura Fortis – anche Francia e Germania hanno disatteso i parametri´´. E anche Marco Onado Rassicura: ´´Non siamo come la Grecia, abbiamo i conti pubblici in ordine´´. Gabanelli chiude questa parte della trasmissione spiegando che ´´sarebbe stato utile sentire il ministro´´ e che forse il problema tipicamente italiano e´ non riuscire ad aggredire i problemi per colpa delle lobby. Infine, Report rilancia sulla social card. Viene ascoltato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. L´idea iniziale era di attribuirla a 1 milione di cittadini in difficolta´. E ora le regole sono cambiate ed arrivera´ – secondo i calcoli di Report – a meno della meta´ dei beneficiari. Questo anche perche´ e´ stato dimezzato uno dei requisiti d´accesso: l´Insee. Cioe´ l´indicatore della ´ricchezza´ individuale. Prima era a 6.000 euro l´anno, ora a 3.000. Dopo una breve intervista, una serie di contestazioni su dati e nuove regole con la cronista di Report Sacconi sbotta: ´´Lei rappresenta un certo mondo che pensa che lo Stato debba fare tutto´´, Replica Gabanelli in chiusura di servizio: ´´vorremmo uno Stato che funziona con regole trasparenti´´. (ansa)