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Politica & media: Santoro saluta e sfida Garimberti, resto a 1 euro a puntata. Lite con Castelli, politici fuori dalla Rai

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Roma, 9 giu – Come in un deja vu, Michele Santoro lancia la sfida finale alla Rai e chiama in causa Paolo Garimberti. Un anno fa, quando l´uscita dall´azienda pubblica sembrava a un passo, il giornalista invoco´ l´intervento del presidente che diede il suo via libera: ´´Annozero puo´ cominciare´´. Ora la storia si ripete, con qualche variante. La rescissione del contratto e´ gia´ firmata, ma il dado non e´ ancora tratto. ´´Io non ho ancora firmato con nessun altro editore, sono pronto a restare anche al costo di un euro a puntata nella prossima stagione´´, e´ la provocazione lanciata dal conduttore nell´ultima puntata di Annozero. ´´Nel mio accordo con la Rai c´e´ scritto a lettere maiuscole che posso continuare a collaborare anche da domani – afferma Santoro rivolto a Garimberti – Mi piacerebbe che lei, artefice del suo destino, ne discutesse in Cda. Per una volta vorrei capire se la volete o no questa trasmissione, adesso che siete liberi dai giudici´´. La palla e´ lanciata nel campo avversario. Proprio oggi che il consiglio di amministrazione si e´ spaccato sui palinsesti. Proprio oggi che si e´ accesa la polemica su Rai3 e sui conduttori con contratto in scadenza, che – secondo Santoro – ´´fanno grande il servizio pubblico´´. Proprio oggi che Silvio Berlusconi alla domanda se fosse dispiaciuto che dell´addio del conduttore ha risposto: ´´Io sono sincero, non posso dirlo´´. ´´Ognuno e´ artefice del proprio destino´´, aveva commentato Garimberti dopo l´annuncio del divorzio. E Santoro quella frase pare non averla mandata giu´. ´´Io sono artefice del mio destino, ma chi e´ artefice del destino in Rai?´´, si chiede dando il via al consueto monologo, questa volta nell´ultima puntata di Annozero, dopo l´annunciato addio alla Rai. ´´Voi dicevate che andavo in onda perche´ lo volevano i giudici – ricorda – Io non voglio piu´ andare in onda perche´ lo decidono i giudici´´. Il contenzioso giudiziario del giornalista doveva concludersi in Cassazione proprio in questi giorni. ´´Se avessi vinto – sostiene -, cosa che io ritenevo sufficientemente certa, sarebbe stata un´ulteriore sconfitta, perche´ nessuno avrebbe riconosciuto che ero della Rai´´. Santoro si rivolge anche al nuovo dg Lorenza Lei. ´´Masi non solo non sapeva fare un bicchiere, ma non era artefice di niente – spiega -. Ora abbiamo un dg che vorrebbe essere artefice di tutto. Ma ha un problema: deve prendere le distanze dal conflitto di interesse´´. Poi un appello al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sull´Agcom complice – secondo Santoro – delle vessazioni subite in questi anni. ´´Ci rendiamo conto dello scandalo mondiale? – afferma – L´arbitro della comunicazione espresso dai partiti?´´. Nella puntata dedicata al futuro del governo e ai referendum, interviene anche Adriano Celentano che si schiera contro il nucleare e da´ il suo sostegno a Santoro: ´´Hai fatto un discorso che piu´ appropriato non si poteva fare´´. E alla fine, rispondendo a Roberto Castelli che lamenta di pagare il canone per gli interventi di Marco Travaglio, il conduttore s´infiamma e infiamma il pubblico al grido: ´´dovete uscire dalla Rai´´, ´´noi non usiamo un soldo del canone´´, ´´avete rotto´´. Tocca a Vauro, che saluta con una vignetta ´´Grazie a tutti, grazie a Lei´´. ´´Viva la Rai´´, dice il conduttore. ´´Viva la liberta´´´, aggiunge il vignettista. Il pubblico e´ tutto in piedi e applaude. La stagione, e probabilmente l´avventura in Rai di Santoro, si chiude cosi´. Come annuncia il giornalista, ´´Al diavolo Annozero, comincia l´anno nuovo´´ e da´ a tutti appuntamento, ma questa volta in piazza, venerdi´ 17 a Bologna. (ansa)

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