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Libertà di informazione: Consiglio d´Europa, giornalisti troppo spesso minacciati e condizionati

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Belgrado, 16 giu – I giornalisti nei Balcani occidentali e nel resto d´Europa sono alle prese con crescenti problemi che limitano e condizionano pesantemente la loro attivita´ e le possibilita´ di esprimersi liberamente, dalle minacce che sono costretti a sopportare, finanche a casi di omicidio passando per la dipendenza dai proprietari delle testate. La denuncia e´ venuta dal commissario per i diritti umani del Consiglio d´Europa, Thomas Hammarberg, intervenuto oggi a un dibattito organizzato nell´ambito dell´Assemblea annuale della Federazione europea dei giornalisti (Efj) in corso a Belgrado. ´´Nella situazione attuale i giornalisti vengono regolarmente minacciati in diversi paesi europei…In Serbia, come pure in altri paesi europei, i giornalisti sono costretti ad avere una guardia del corpo´´, ha detto Hammarberg. ´´I giornalisti – ha aggiunto – sono minacciati, alcuni vengono uccisi ma i responsabili nella maggioranza dei casi non ne rispondono di fronte alla giustizia, e cio´ invia un messaggio sbagliato ai giornalisti e alla societa´´´. ´´Esistono rapporti che testimoniano di attacchi violenti nei confronti di giornalisti, in particolare quelli che si occupano di inchieste su corruzione e criminalita´´´, ha ancora detto Hammarberg, che ha fatto riferimento anche a casi di reporter assassinati negli ultimi anni, in particolare in Russia, Ucraina, Georgia, Azerbaigian e anche in Serbia. Le pressioni e le minacce piu´ forti, ha osservato il rappresentante del Consiglio d´Europa, riguardano il giornalismo d´inchiesta, che non a caso e´ in una fase negativa. A questo riguardo Veran Matic, redattore capo dell´emittente tv privata B92 di Belgrado, ha detto di essere uno dei giornalisti costretti alla protezione di polizia 24 ore su 24. E proprio ieri, ha sottolineato, ha ricevuto una ´´lettera con la minaccia che sara´ liquidato´´. Sempre secondo Thomas Hammarberg, sono sempre piu´ numerosi i casi in cui ´´grandi societa´ acquistano testate giornalistiche e canali televisivi, senza pero´ osservare sempre l´etica giornalistica. Sottolinenado come i media siano necessari nella loro qualita´ di ´controllori della societa´ e ´arena per il dialogo sociale´, Hammarberg ha detto che mai come ora serve avere un servizio pubblico informativo, ´´anche se e´ necessario fare in modo che esso non si trasformi in propaganda statale´´. L´Organizzazione per i media nell´Europa sudorientale (Seemo), per bocca del segretario generale Oliver Vujovic, ha reso noto da parte sua che nei venti paesi supervisionati, dalla Bielorussia alla Turchia passando per i Balcani, Polonia, Slovacchia, Rep. Ceca, solo nello scorso anno sono stati registrati piu´ di 400 casi di attacchi contro giornalisti. ´´Se aggiungete i casi di pressioni indirette sui giornalisti provenienti dai proprietari (delle testate), si arriva a oltre 2 mila casi´´, ha aggiunto Vujovic, secondo il quale le situazioni piu´ difficili in fatto di violazioni della liberta´ di stampa si registrano attualmente in Bielorussia, Turchia e Ungheria. A denunciare le pressioni e le minacce crescenti ai danni dei giornalisti e´ stata anche la europarlamentare Tanja Fajon, secondo la quale il giornalismo d´inchiesta incontra sempre piu´ difficolta´ nei paesi dei Balcani occidentali, anche se – ha osservato – la liberta´ di stampa non e´ ideale neanche nei paesi dell´Unione europea. (ansa)

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