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Inchiesta P4: in Rai alta tensione. La dg Lei non spinge sulle nomine, in cda il caso Santoro

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Roma, 21 giu – Non e´ tempo di nomine a Viale Mazzini. Troppo alta la tensione, troppo confusa la situazione politica. L´attenzione e´ tutta puntata sulla inchiesta P4, che giorno dopo giorno apre nuovi interrogativi sulla gestione Masi e sui rapporti tra azienda e politica. Il presidente della Commissione di Vigilanza Sergio Zavoli e il presidente della Rai Paolo Garimberti invocano immediata chiarezza e maggiore autonomia aziendale. Una richiesta che arriva anche dai consiglieri di opposizione, dall´Usigrai e dall´Adrai. Il destinatario e´ la direttora generale Lorenza Lei, che ascoltata nella Bicamerale, affronta il tema dei conti, ma presto sara´ chiamata a dire la sua anche sugli altri argomenti caldi. Le sue mosse al momento sembrano orientate alla cautela. Cosi´ si spiega la decisione di rinviare il pacchetto di nomine ad una fase meno caotica, optando, in vista del cda di giovedi´, solo per l´avvicendamento al Tg2, che non vedra´ pero´ Susanna Petruni al vertice, ma un nuovo interim a Marcello Masi (dopo quello di Mario De Scalzi che dopo tre mesi sarebbe diventato definitivo). Una scelta in linea con le richieste di Garimberti, che appare mosso dall´esigenza di garantire l´operativa dell´azienda e di preservare l´unitarieta´ del consiglio, anche alla luce del segnale inviato dai consiglieri di opposizione, che hanno annunciato di buona mattina una conferenza stampa. E´ ipotizzabile che la dg dica la sua sul caso P4 in cda, prima ancora che nella seconda parte dell´audizione in Vigilanza che potrebbe tenersi la prossima settimana. ´´Considero indilazionabile la necessita´ che il vertice Rai operi una rapida operazione di chiarimento in difesa del Servizio pubblico e dell´autonomia aziendale´´, afferma Zavoli. Garimberti, davanti alla Bicamerale, parla di episodi ´´gravi e inquietanti´´, invitando la politica a restare lontana dalle scelte aziendali ed auspicando una riforma della governance. ´´E´ insano – aggiunge – che lettere di licenziamento di dipendenti vengano scritte al di fuori dell´azienda´´. Il riferimento e´ alle dichiarazioni dell´ex dg Mauro Masi ai pm (´´Mi sono fatto scrivere la lettera di licenziamento di Santoro da Bisignani´´), finite nel filone dell´inchiesta P4 sulla Rai stralciato e affidato ai pm romani. Nelle intercettazioni, Masi si sarebbe anche vantato di aver ´tolto´ Maria Luisa Busi dal Tg1. Sia il cdr del Tg1, che il direttore Augusto Minzolini ricordano che la giornalista lascio´ volontariamente la testata. ´´Ora e´ chiaro a tutti chi ha amministrato l´azienda´´, afferma invece l´interessata. Fnsi, Usigrai, che ha organizzato una manifestazione di protesta a Roma ´Riprendiamoci la Rai´, e i consiglieri Rai di opposizione si uniscono alla richiesta di chiarezza, con Nino Rizzo Nervo che invoca un´indagine interna. Anche dall´area di maggioranza, Antonio Verro chiede di andare a fondo, pur dicendosi ´´non convinto che si siano gli estremi per aprire un ´internal audit´´´. L´altro tema caldo e´ quello dei contratti di Serena Dandini e Milena Gabanelli non ancora rinnovati. Se ne parlera´ probabilmente nel cda, chiamato anche a discutere l´accordo con Fabio Fazio. I consiglieri di opposizione chiedono che in quell´intesa compaia anche Vieni via con me, per evitare che finisca su un´altra rete. All´ordine del giorno c´e´ anche l´offerta di Michele Santoro di rimanere in Rai ad un euro a puntata, sulla quale Rizzo Nervo avverte che si dovra´ votare. Oggi il giornalista era alla manifestazione dell´Usigrai, un segno ulteriore della sua vicinanza a Viale Mazzini. Giovedi´ in cda ci sara´ anche un aggiornamento sul piano industriale in corso. Il dg annuncia che portera´ alcune proposte sui precari, orientate al principio di far lavorare tutti, pur con stipendi inferiori. Poi a luglio presentera´ il nuovo piano industriale, che non prevedera´ solo il pareggio del bilancio, ma anche investimenti e una nuova organizzazione aziendale. Sui conti interviene anche Garimberti, chiedendo provvedimenti contro l´evasione del canone o in alternativa l´abbattimento del tetto pubblicitario. (ansa)

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