Ankara, 29 giu – Alcuni giornalisti in carcere in Turchia pubblicheranno un giornale lavorando in prigione con il contributo esterno di intellettuali e l´appoggio logistico di altri quotidiani. Lo ha annunciato un portavoce della Piattaforma di solidarieta´ con i giornalisti imprigionati (Tgdp) in dichiarazioni al sito inglese del quotidiano d´opposizione Hurriyet. La pubblicazione si chiamera´ ´´Giornale arrestato´´ e sara´ in edicola come supplemento ad altri quotidiani quali Cumhuriyet, Birgun ed il curdo Azadiya Welat dal 28 luglio, anniversario dell´abolizione della censura sulla stampa nel 1908. ´´Le leggi antiterrorismo vanno completamente abolite. Da quando in qua il pensiero e´ diventato un´attivita´ terroristica?´´, ha detto il portavoce della Piattaforma, Necati Abay, ricordando che circa 60 giornalisti sono in carcere con accuse di terrorismo in Turchia, la quale in questo campo, a suo dire, supera anche la Cina. La stima sul numero dei giornalisti in carcere in Turchia oscilla tra i 57 contati in maggio dall´Osce e i circa 70 segnalati sempre il mese scorso da un´altra associazione di categoria turca. Sia il presidente della Repubblica, Abdullah Gul, sia il ministro turco per gli Affari europei e Capo negoziatore per l´ingresso nell´Unione Europea, Egemen Bagis, sottolineano pero´ che i reporter arrestati non sono imputati per le loro opinioni o per quello che hanno scritto, ma perche´ hanno commesso crimini. Peraltro, nelle conclusioni della sua piu´ recente Comunicazione sulla Turchia, la Commissione europea ha rilevato che ´´pressioni politiche sui media e incertezze legali condizionano nella pratica l´esercizio della liberta´ di stampa´´. (ansa)