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Etica & professione: calciopoli turca, 80 fermati tra giornalisti, manager e calciatori

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Ankara, 12 lug – Al di la dell´arida contabilita´ di fermi e arresti, e´ anche uno tsunami fatto di corruzioni doppie, ´creste´, intercettazioni, riflessi borsistici e anche ombra della malavita la calciopoli che sta appassionando l´opinione pubblica in Turchia. Al netto dei fermi segnalati oggi, l´indagine su 19 partite che si sospetta siano state truccate nello scorso campionato di calcio ha prodotto finora il fermo di almeno 80 fra calciatori, allenatori, manager, giornalisti e dirigenti di società con 26 indagati messi in custodia cautelare in carcere in attesa di processo. A conquistare l´attenzione dei lettori dei giornali, che oggi hanno dedicato piu´ risalto a queste vicende giudiziarie piuttosto che alla svolta nella crisi istituzionale in corso da settimane in parlamento, e´ quello che il quotidiano Sabah ha definito oggi uno ´´´tsunami´´: un caso che da giorni viene equiparato esplicitamente alla ´´calciopoli´´ italiana del 2005-2006 in un paese che, al pari dell´Italia, ama il calcio piu´ di qualsiasi altro sport. Ad appassionare, evidentemente, e´ il fatto che coinvolta sia la squadra piu´ titolata di Turchia, il Fenerbahce, assieme al Trabzonspor, la squadra di Trebisonda che la scorsa stagione le ha conteso invano il titolo fino all´ultima partita finendo seconda solo per differenza reti. Fra le righe delle cronache spuntano dettagli che sembrano spiegare cosa abbia alimentato quella clamorosa rimonta del Fenerbahce da un distanziato terzo posto al primo grazie a 16 vittorie su 17 partite nella parte finale della stagione: c´e fra l´altro la richiesta di avere un determinato arbitro in un importante derby, ma anche la sospetta papera del portiere del Sivasspor che nell´ultima di campionato perse con un 4-3 che ha laureato campione il Fenerbahce. Una partita, quella, al centro dell´indagine anche perche´ il Sivasspor si sarebbe venduta anche al Trebisonda mancando pero´ di stare ai patti: la tangente richiesta e non onorata sarebbe stata doppia rispetto a quella che avrebbe pagato la squadra campione. Il sospetto che il campionato turco dell´anno scorso fosse una vasca di squali, i lettori l´hanno nutrito anche leggendo che il Fenerbahce avrebbe comprato per 400 mila dollari (le cronache parlano di divisa straniera) pure una partita dell´Ankaragucu, la squadra della capitale: incassato un dilagante 6-0, pero´, anche gli istanbulioti non stettero ai patti e un loro emissario pago´ solo la meta´ (o un terzo, secondo altri resoconti), trattenendosi una ´cresta´ da 100 mila dollari almeno. A divertire, se non fosse per le condizioni di salute definite critiche dopo l´arresto, e´ l´immagine del presidente del Fenerbahce che – sempre in base ai resoconti tutti da verificare – doveva essere spesso intento nella laboriosa operazione di cambio della sim al telefonino o impegnato come un giocoliere a gestire piu´ apparecchi: per evitare le intercettazioni che gli stanno facendo rischiare 30 anni di carcere, Aziz Yildirim sembra avesse ben 13 utente mobili. Il quadro, in cui c´e´ anche l´aspetto borsistico delle azioni del Fenerbahce che in dieci giorni di indagini hanno perso un terzo del loro valore, viene reso poi oscuro dal ritrovamento di pistole che si sospetta siano servite per minacciare giocatori onesti. (ansa)

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