Roma, 1 ago – Le note struggenti del brano di Bruce Springsteen American Skin (41 Shots), alla fine della cerimonia laica, oggi all´Aranciera San Sisto di Roma, hanno dato l´ultimo saluto a Giuseppe D´Avanzo, firma di spicco di Repubblica e grande protagonista del giornalismo italiano, morto improvvisamente di infarto nei pressi di Calcata (Viterbo), sabato scorso. ´´Prendiamo qui l´impegno di continuare il suo lavoro, l´inchiesta, per arrivare in fondo, alla fine, come faceva sempre lui e tenendo sempre presente la qualita´, il metodo e la ricerca dell´eccellenza che Peppe chiedeva sempre a se stesso e a tutti noi – ha detto il direttore de La Repubblica, Ezio Mauro, che ha parlato circondato da tutti i suoi giornalisti, davanti al feretro, alla compagna del giornalista, Marina d´Amico e alla sua famiglia -. Peppe ci proteggeva col suo modo di stare in campo, e ci ha insegnato ad avere coraggio. Per me dentro Repubblica era una sentinella´´. Il direttore del quotidiano ha aggiunto che ´´il nostro giornale nasce perche´ ci siamo scelti, perche´ condividiamo una certa idea dell´Italia da testimoniare. Abbiamo un debito per tutto quello che Peppe ci ha dato. Oggi prendiamo l´impegno di continuare il suo lavoro sapendo che e´ insostituibile, facendoci carico ognuno di qualcosa che ha rappresentato e testimoniato, seguendo tre linee, quello che bisogna sapere, quello che merita di ricordare, quello che resta da capire. Grazie di tutto, non finisce qui, ti voglio bene, ciao Peppe´´. Per il regista Paolo Sorrentino, che aveva lavorato con D´Avanzo nella preparazione del suo film Il divo, su Giulio Andreotti, ´´Peppe conosceva sempre il punto centrale e il merito della questione. Non era burbero ma timido, non presuntuoso ma di una curiosita´ inesauribile, non litigioso ma incredibilmente appassionato. Possedeva intelligenza e carisma, due qualita´ che insieme possono essere pericolose in questo Paese. Non era solo un grande giornalista, ma un grande scrittore, faceva letteratura alta´´. Sono stati letti anche tre tra le migliaia di messaggi inviati dai lettori sul sito della Repubblica: ´´Un giorno dopo aver letto un tuo articolo ho abbracciato il giornale – c´era scritto in uno – continuero´ ad abbracciarlo anche adesso che Peppe non c´e´ piu´´´. Per il collega Attilio Bolzoni, D´Avanzo era ´´la persona piu´ pura e senza malizia che abbia mai conosciuto´´. Il nipote di D´Avanzo ha ricordato lo zio leggendo una poesia di Emily Dickinson, mentre il fratello del giornalista ha sottolineato come ´´Peppe fosse un riferimento grande per tutta la famiglia, e adesso sta qua, vicino a noi´´. Fra i presenti c´erano Carlo De Benedetti e l´ad del gruppo Espresso Monica Mondardini, il presidente della Rai Paolo Garimberti; i direttori della Stampa Mario Calabresi, del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, dell´Ansa Luigi Contu, del Messaggero Mario Orfeo; il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso, il prefetto Gianni De Gennaro, gli scrittori Sandro Veronesi e Bruno Arpaia, Nanni Moretti, gli attori Fabrizio Gifuni e Silvio Orlando. Le spoglie di D´Avanzo sono state portate al cimitero Flaminio di Roma per la cremazione. (ansa)