Da sei mesi il tg2 è senza direttore. Sei mesi in cui la guida del tg è stata affidata a due diversi incarichi ad interim. Sei mesi in cui la redazione ha continuato a lavorare, con la tenacia e la convinzione che vengono da una precisa missione: quella di essere servizio pubblico. Da tre anni, al tg2 è stato intrapreso il processo di digitalizzazione. Un processo sempre rinviato e mai compiuto, che ha comportato sacrifici e dissagi che ancora pesano sul nostro lavoro. Una grande autostrada iniziata e lasciata lì, ancora da finire. Se il 7 settembre, in coincidenza con la riunione del Consiglio di Amministrazione RAI, abbiamo deciso di essere presenti a Viale Mazzini con un presidio del tg2, non è per aggiungere confusione alla confusione, o per agitare le acque con un po´ di colore, cartelli in resta. Negli ultimi tre mesi, il tg2 ritiene di aver offerto un prodotto equilibrato, completo e di servizio pubblico, che i telespettatori hanno mostrato di gradire, premiandolo con ascolti crescenti. Oggi vuole lavorare in continuità con questa realtà.Per il rispetto del pubblico, per la tutela della sua identità e per la fierezza del suo lavoro, la redazione chiede ora alla RAI di mettere da parte ogni logica partitica nella scelta del nuovo direttore. La redazione rifiuta categoricamente la possibilità di un terzo incarico ad interim, sia pure mascherato. Rigetta l´ipotesi di un direttore esterno, vero controsenso nel momento di crisi economica che la RAI attraversa. La redazione chiede al Consiglio di Amministrazione un direttore che non sia estraneo alla storia della testata, che le permetta di guardare con fiducia al suo futuro.