Napoli, 30 set – La Guardia di finanza ha perquisito ieri a Roma la sede del quotidiano l´Avanti, fino a poco tempo fa diretto da Valter Lavitola, attualmente radiato dall´albo dei giornalisti in seguito al suo coinvolgimento nel caso Tarantini. I finanzieri hanno acquisito una serie di documenti che dovranno essere esaminati. E´ la Procura di Napoli che vuole verificare la regolarità di alcune iniziative imprenditoriali riconducibili a Lavitola. Una di queste riguarderebbe la gestione dei finanziamenti pubblici all´editoria. ´Il Lavitola – si legge nell´ordinanza del gip di Napoli sul presunto ricatto al premier trasferita di recente alla Procura capitolina – conta di utilizzare per le predette iniziative (si fa riferimento a attività imprenditoriali, ndr) anche somme ricevute dalla sua società International Press, editrice de L´Avanti, quale contributo pubblico erogato dalla Presidenza del Consiglio come sostegno all´editoria´. Gli investigatori hanno il sospetto che una parte dei finanziamenti che lo Stato ha erogato al quotidiano diretto da Lavitola (circa 21 milioni di euro solo tra il 2003 e il 2009) siano stati dirottati per finalità diverse. Nell´intervista dell´altra sera con Mentana su la7, Lavitola – ancora latitante all´estero – ha negato di aver utilizzato in maniera irregolare i fondi dell´editoria e di averli destinati ad altri scopi imprenditoriali. In una telefonata con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intercettata nel corso dell´indagine e pubblicata dal quotidiano La Repubblica, Lavitola sollecitava il premier a intervenire con il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, per sbloccare i fondi all´editoria. Il nuovo filone di indagine napoletano, stando a quanto si è appreso, si inserisce nell´ambito dell´inchiesta per corruzione internazionale, ipotesi che spinge gli investigatori ad accertamenti sulle commesse estere di Finmeccanica e che ha trovato nuovi spunti investigativi nelle intercettazioni nell´ambito dell´iniziale inchiesta sul caso Tarantini-Lavitola. (tmnews)