Milano, 3 ott – Tra meno di due mesi comincera´ il processo per Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora per il caso Ruby. Un dibattimento che vedra´ ´sfilare´ le ragazze che avrebbero partecipato ai presunti festini a luci rosse ad Arcore e che potrebbe ´correre´ piu´ veloce del processo a Silvio Berlusconi, con al centro sempre la giovane marocchina, rallentato dalla ´mole´ di procedimenti a carico del premier. Oggi, infatti, in meno di 5 mesi dalla richiesta di rinvio a giudizio per i tre imputati, la gup di Milano Maria Grazia Domanico ha mandato a processo il direttore del Tg4, la consigliera regionale lombarda e l´agente dei vip, davanti alla quinta sezione penale con la prima udienza fissata per il 21 novembre. Per tutti l´accusa, sostenuta in aula dal procuratore aggiunto Pietro Forno e dal pm Antonio Sangermano, e´ di induzione e favoreggiamento della prostituzione di 32 ragazze maggiorenni e della minorenne Karima, in arte Ruby Rubacuori. Nel processo saranno parti civili per chiedere i danni agli imputati tre ragazze – le ex miss Ambra Battilana e Chiara Danese e la modella Imane Fadil – diventate, riempiendo verbali sui presunti festini hard a Villa San Martino, testi-chiave dell´accusa. Tutte e tre si sono presentate al settimo piano del Palazzo di Giustizia – rappresentate dagli avvocati Stefano Castrale, Patrizia Bugnano e Danila De Domenico – dove a sorpresa e´ comparsa anche Minetti, vestita con un tailleur scuro. ´´Sono qui perche´ volevo farmi vedere dal giudice´´, ha spiegato ai cronisti l´ex igienista dentale del premier, che prima aveva confidato anche di essere ´´a pezzi´´ e di non aver ´´dormito stanotte tanto ero agitata´´. Quando il giudice e´ uscito dalla camera di consiglio, la consigliera pero´ aveva gia´ lasciato il Tribunale. Non e´ servita a convincere la gup nemmeno la tesi ´forte´ presentata in aula dal legale dell´ex showgirl, l´avvocato Pier Maria Corso: per dimostrare l´estraneita´ dalle accuse ha sostenuto, da quanto si e´ saputo, che il premier Berlusconi non aveva bisogno della consigliera regionale come intermediario per portare le ragazze ad Arcore, perche´ se ne occupava Gianpaolo Tarantini, come dimostrano le intercettazioni della Procura di Bari apparse sui giornali. Secondo l´avvocato, inoltre, anche il fatto che alcune ragazze, come Barbara Guerra e Marysthell Polanco, siano state presenti a feste sia a Palazzo Grazioli che Arcore dimostra che il ´giro´ era lo stesso ed era gestito da Tarantini. Poco prima anche i difensori di Fede, l´avvocata Nadia Alecci e Gaetano Pecorella, avevano presentato una istanza ´a sorpresa´ alla gup, chiedendo la trascrizione di tutte le telefonate intercettate dalla Procura, e quindi anche degli ´ascolti´ mai trascritti che riguardano il premier. I pm si sono opposti ´´a garanzia´´ delle prerogative parlamentari e il giudice gli ha dato ragione, disponendo che un perito, entro 60 giorni dal 22 ottobre, trascriva tutte e solo le intercettazioni indicate dall´accusa. In piu´ il giudice ha bocciato la richiesta delle difese di trasferire gli atti a Messina, spiegando, in sostanza, che il concorso di bellezza di Letojanni del settembre 2009 a cui partecipo´ Ruby (segnalato dai pm come l´inizio dell´attivita´ di induzione alla prostituzione da parte dei 3 imputati) e´ stato solo un ´´atto prodromico´´, ma che il reato di favoreggiamento si e´ consumato a Milano. ´´Lo davo per scontato´´, e´ stato il commento di Fede al rinvio a giudizio. ´´Non avrei messo in dubbio – ha aggiunto – che la Gup si mettesse contro quella parte della procura di Milano che ha tra i suoi rappresentanti l´erede di Di Pietro, Ilda Bocassini´´. I suoi legali hanno sottolineato che ´´la giudice ha battuto due record: ha dato solo ragione ai pm e ha fissato l´udienza del processo a distanza di meno di due mesi´´. Di ´´una velocita´ piuttosto inusuale´´ hanno parlato anche i legali di Mora, Luca Giuliante e Nicola Avanzi. ´´Molto soddisfatte´´, invece, Ambra, Chiara e Imane. Le due ex miss, a chi gli chiedeva se tornerebbero mai in futuro ad Arcore, hanno risposto, quasi in coro, con un ´´no´´ secco. (ansa)_______________________________________________CDR TG4, SPERIAMO SIANO INFONDATE LE ACCUSE A FEDE. Il Cdr del Tg4 apprende con ´´infinita amarezza´´ la notizia del rinvio a giudizio per induzione e sfruttamento della prostituzione del direttore Emilio Fede nell´ambito dell´inchiesta ´Ruby´. ´´Preso atto della fiducia dell´azienda nei confronti del direttore, in attesa che la giustizia faccia il suo corso, noi – la redazione tutta – continueremo a svolgere il nostro lavoro, nella speranza che le accuse contro il direttore, collega e giornalista che vanta piu´ di 50 anni di carriera, risultino infondate´´, e´ scritto nella nota del comitato di redazione del tg diretto da Fede. Il Cdr ´´auspica che il processo si svolga in tempi rapidi. Al direttore chiediamo di collaborare con la giustizia affiche´ si arrivi presto a sentenza. La fiducia che i telespettatori ripongono quotidianamente nel Tg4 e quindi in Emilio Fede che ogni sera va in onda, merita da subito chiarezza. Non vogliamo credere – conclude il cdr – che tanti anni di professione possano concludersi con accuse cosi´ infamanti´´. (ansa)