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Libertà di informazione: giornalista siciliana non rivela la fonte, condannata a 20 giorni di carcere. Fnsi, incomprensibile

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Palermo, 13 ott – La giornalista pubblicista Giulia Martorana, 51 anni, e´ stata condannata dal giudice monocratico di Enna a 20 giorni di carcere, pena sospesa, per favoreggiamento nei confronti di persona che ha violato il segreto d´ufficio. La cronista, che collabora con l´agenzia di stampa Agi e col quotidiano La Sicilia, aveva scritto articoli su una vicenda di violenze sessuali su due sorelline minorenni, nel 2008, ipotizzando che oltre a un indagato arrestato vi fossero altri indagati. Il pm voleva sapere chi le avesse detto che vi erano altre persone coinvolte nell´indagine. Martorana sarebbe stata condannata in quanto pubblicista e non giornalista professionista e quindi tenuta a rivelare la fonte. Martorana e´ indagata in un altro procedimento con la stessa ipotesi di reato. ´´Non e´ nel mio stile – dice Martorana – andare contro la magistratura. Il giudice ha applicato seppure rigidamente una norma. E´ quest´ultima che andrebbe cambiata e che non tutela i tanti pubblicisti che sono alla base dell´informazione in Italia in quanto impegnati in quotidiani, radio e tv come collaboratori in realta´ spesso difficili´´. (ansa)_____________________________________________FNSI, SOLIDALI CON LA GIORNALISTA. ´La Fnsi e l´Associazione siciliana della stampa sono profondamente preoccupati e rammaricati giudicano ingiusta e incomprensibile la condanna a 20 giorni di carcere della cronista Giulia Martorana, riconosciuta colpevole di avere dato una notizia vera e di avere rispettato le regole deontologiche della professione, rifiutando correttamente di rivelare la fonte della notizia stessa´´. Lo dice una nota del sindacato dei giornalisti. ´´La sentenza del giudice monocratico del Tribunale di Enna – continua la nota – ripropone con forza il problema del doppio binario della professione giornalistica e della divisione, ormai anacronista, dei giornalisti tra professionisti e pubblicisti. Negare ai giornalisti pubblicisti le tutele deontologiche della professione mette in serio pericolo la liberta´ di informazione e il diritto costituzionale dei cittadini di essere correttamente informati. Il sindacato dei giornalisti sosterra´ la collega Martorana in tutte le sedi per confermare e dimostrare la correttezza del suo serio comportamento e il totale rispetto delle regole e delle norme professionali e deontologiche, sollevando, tramite i propri legali, anche la questione di legittimita´ costituzionale di una legge che appare fuori dal tempo e dalla logica´´. ´´Auspichiamo – conclude la nota – che in sede di Appello i giudici vogliano tenere conto di queste evidenti ragioni, evitando le imposizioni e le restrizioni che svilirebbero lo svolgimento del gia´ difficile mestiere di cronista specie nelle zone ad alta densita´ mafiosa e criminale. Al tempo stesso questa dolorosa e incomprensibile vicenda ripropone con forza il problema di una urgente e non piu´ rinviabile riforma della legge istitutiva dell´Ordine dei giornalisti che oggi non e´ piu´ in grado di rappresentare correttamente la realta´ della professione´´. (ansa)

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