Cerca
Chiudi questo box di ricerca.

CDR Isoradio/Canali Pubblica utilità Rai: E’ in corso un colpo di mano?

RAI

Condividi questo articolo:

Spesso si dice che in questa Azienda la mano destra non sappia cosa faccia la sinistra.

Spesso accade di sentire, leggere ed “ammirare” dichiarazioni d’intenti aziendali mirate al recupero degli appalti, al controllo delle collaborazioni esterne, al riconoscimento delle professionalità interne ed al loro conseguente miglior utilizzo.

Ancor più spesso, però, ci si imbatte in una realtà diametralmente opposta. Forse che la mano operativa, quella che di fatto dovrebbe tradurre in azioni quei meravigliosi intenti abbia più potere o, peggio ancora, nessun controllo.

Nello specifico vogliamo capire come sia possibile che in una realtà come Isoradio e Canali Pubblica Utilità in meno di 20 giorni dall’inizio della programmazione autunnale siano stati già contrattualizzati otto collaboratori esterni (numero che potrebbe anche aumentare mentre leggete, considerata la celerità decisionale in questo campo). Una realtà, quella di Isoradio, centrale per il suo ruolo di servizio pubblico puro e, però, marginale negli interessi e nelle attenzioni della Rai.

Nei canali Isoradio e Pubblica Utilità lavorano colleghi ad altissima professionalità, alcuni sono giornalisti, altri riconosciuti come tali dall’Ordine ma non ancora dall’azienda, vi sono programmisti-registi con esperienza trentennale nel campo della musica, nella conduzione e nel confezionamento in toto delle rubriche. Colleghi che fino all’inizio dell’estate hanno potuto dimostrare queste capacità ( pur tra la disorganizzazione della direzione) e che ora si vedono messi in un angolo senza un confronto serio e costruttivo con i responsabili del canale. Nulla a che ridire sulle professionalità o meno delle collaborazioni esterne, ma ci sfugge il motivo per cui vengano tolti così spazi e rubriche al personale interno. Non ci sono motivazioni di produttività, anzi il contrario, considerato che alcuni dei collaboratori hanno bisogno di assistenza alla regia quando vanno in diretta (regia altrimenti assente) e non aggiungono le cosiddette ore-antenna data la loro contemporanea presenza al conduttore principale di Isoradio. Peggio ancora quando scelgono di registrare le loro rubriche..

Se poi aggiungiamo che il nuovo corso voluto dal direttore artistico della Radiofonia Carlo Conti prevede (prevedeva?) una diminuzione, se non eliminazione, delle rubriche dal palinsesto di Isoradio ( decisione più o meno condivisibile, ma tant’è) ci si trova di fronte al paradosso di un aumento delle collaborazioni esterne proprio per quelle tipologie di lavoro che il direttore (o i direttori) avevano deciso di marginalizzare.

Ci sfugge se tutto ciò sia il frutto di decisioni collegiali, condivise e avallate dall’altra mano della Rai – quella delle belle dichiarazioni e del controllo dei conti ( questa volta nel senso economico) – oppure, come temiamo, il tutto si stia svolgendo in quella terra di nessuno dove sperperi ed umiliazioni ai lavoratori interni si susseguono da tempo.

Con curiosità attendiamo di sapere quale delle due mani si muoverà prima per chiarire questo singolare paradosso.

Il CdR

Il network