Solidarietà a Borzi, Bonazzi e Falcioni. Le inchieste vivono di fatti e testimonianze sul campo

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La libertà d’informazione non può essere sottoposta ai veti e alle versioni ufficiali.

Il giornalismo garantito dalla Costituzione italiana non parla di manovali dell’informazione, ma di vaglio della democrazia. E nei casi dei colleghi Nicola Borzi– all’epoca dei fatti giornalista del Sole24 ore– Francesco Bonazzi giornalista de La Verità, e Davide Falcioni, sono state violate tutte le regole del giornalismo libero e dei diritti relativi.

I FATTI

Borzi e Bonazzi sono due colleghi sotto inchiesta della Procura di Roma per violazione del segreto di Stato per aver pubblicato nel novembre 2017 articoli sui conti dei servizi segreti e della Presidenza del Consiglio in Banca Nuova.

A loro sono stati sequestrati gli archivi digitali e rischiano il rinvio a giudizio. Davide Falcioni di Fanpage è stato condannato a quattro mesi di reclusione dalla Corte di Appello di Torino per violazione di domicilio per avere raccontato l’irruzione dei No Tav nella sede della Geodata che progettava alcune opere per la Torino-Lione.

Che cosa si contesta ai giornalisti che hanno fatto il proprio dovere ? Il diritto-dovere di informare i cittadini e la trasparenza implicano un ruolo investigativo al quale per amore di verità un giornalista autentico non può sottrarsi.

La verifica dei fatti è diretta e non delegabile solo alle fonti ufficiali. I nostri padroni sono i lettori insegnava Indro Montanelli. Negli Usa scandali come il Watergate non sarebbero mai stati scoperti se i reporter del Washington Post non avessero indagato fino a costringere l’allora presidente Nixon alle dimissioni.

È il sale della democrazia quel giornalismo che racconta per filo e per segno le notizie dal loro interno svelandone i retroscena. Denunciamo la gravità delle vicende giudiziarie dei colleghi: un giornalismo al di sotto degli accertamenti dei fatti é megafono o peggio subalternità al potere politico.

La stampa in Italia non può essere soggetta alle autorizzazioni e alle censure dice l’articolo 21 della Costituzione. Pertanto riteniamo questi episodi lesivi del diritto-dovere dei giornalisti a informare i cittadini non degni di una società democratica.

Segreteria ASR

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