Equo compenso: Vittoria al tar di Stampa Romana. Entro un mese si riconvoca il tavolo

0
369

 

Stampa Romana ha vinto il ricorso al Tar sull’equo compenso.

Entro trenta giorni la Presidenza del consiglio e il relativo dipartimento dovranno riconvocare la commissione per determinare un nuovo ammontare della prestazione da lavoro non subordinato.

Il ricorso è stato presentato con l’assostampa siciliana e i colleghi Dario Fidora e Monica Soldano.
È il segnale dell’impegno e dell’attenzione con cui Stampa romana ha seguito le vicende dei colleghi meno garantiti e la traduzione dei loro bisogni in rivendicazioni collettive anche davanti ai magistrati.

Tocca ora all’Ordine dei giornalisti e alla Federazione Nazionale della Stampa proporre retribuzioni dignitose in linea con le sentenze dei giudici amministrativi già emesse, le determinazioni e i documenti della Clan Fnsi coerenti con i contratti nazionali di lavoro subordinato e il rispetto dell’articolo 36 della Costituzione.

Segreteria Associazione Stampa Romana

LA SENTENZA DEL TAR 

ANSA 

Equo compenso: Tar, entro 30 giorni Die convochi giornalisti
Accolte richieste Ass.Siciliana Stampa e Ass. Stampa Romana

(ANSA) – ROMA, 21 MAR – Un mese di tempo è stato concesso dal Tar del Lazio per la convocazione della Commissione per la valutazione dell’equo compenso nel lavoro giornalistico nonché per redigere l’elenco dei quotidiani, dei periodici, anche telematici, delle agenzie di stampa e delle emittenti radiotelevisive che ne garantiscono il rispetto. La decisione è contenuta in una sentenza con la quale i giudici amministrativi hanno accolto un ricorso proposto dall’Associazione Siciliana della Stampa, dall’Associazione Stampa Romana e da due tra giornalisti pubblicisti e professionisti. Con il ricorso si esponeva che nel marzo dello scorso anno era stata chiesta la convocazione della Commissione, cosa mai avvenuta nonostante due diffide proposte. Di qui, la richiesta per la declaratoria di illegittimità del silenzio/inadempimento serbato dall’amministrazione. Per il Tar, il ricorso “nella parte in cui è rivolto all’accertamento della illegittimità del silenzio sulle istanze proposte da parte ricorrente e rivolte ad ottenere un formale pronunciamento dell’Amministrazione competente, deve essere accolto”. Nel caso specifico “l’azione proposta è plausibilmente intesa a far accertare l’illegittimità del silenzio inadempimento frapposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per l’informazione e l’editoria sulle istanze proposte da parte ricorrente e a far affermare l’obbligo di provvedere in capo all’amministrazione, segnatamente nei sensi di valutare la possibilità di convocare la Commissione per la valutazione dell’equo compenso nel lavoro giornalistico istituita ai sensi della legge 233/2012, art. 2, comma 1, presso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché la possibilità di definizione da parte di tale Commissione dell’equo compenso e la redazione dell’elenco dei quotidiani, dei periodici, anche telematici, delle agenzie di stampa e delle emittenti radiotelevisive che ne garantiscono il rispetto”. Sotto questo profilo, i giudici hanno rilevato che “l’amministrazione pur dopo la formazione della nuova compagine governativa e dell’attribuzione dei relativi incarichi non ha dato riscontro formale agli interessati. Pertanto, va dichiarata l’illegittimità del silenzio serbato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per l’informazione e l’editoria con conseguente obbligo dell’amministrazione di provvedere sulle istanze notificate nel termine di 30 giorni”.