La boss Laera, madrina di comunione. Un ruolo inaccettabile per chi ha aggredito Maria Grazia Mazzola

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maria grazia mazzola

Monica Laera è stata la protagonista lo scorso anno dell’aggressione a Maria Grazia Mazzola, inviata del tg1, nel quartiere Libertà di Bari.


Qualche anno prima la moglie di un capo del clan Strisciuglio era stata condannata definitivamente per partecipazione ad associazione mafiosa.


Nonostante questi precedenti, entrambi indici della voglia di presidiare e controllare con metodi intimidatori il territorio in cui vive e agisce, è stata considerata idonea per fare la madrina di una comunione.
Un comportamento, quello di una parrocchia di Bari, sconcertante almeno per due ragioni: da tempo diversi pontefici, incluso Papa Francesco, hanno definito la mafia male assoluto. Non si vede nello specifico quale sia la virtù “pedagogica” che rappresenterebbe Monica Laera.


Anche per questa ragione, l’assenza di un chiaro stigma sociale da parte dell’ambiente in cui vive la Laera, sarà necessaria la massima mobilitazione per l’udienza preliminare di rinvio a giudizio per la aggressione subita dalla collega Mazzola che si aprirà il prossimo 16 maggio a Bitonto.

Laera deve rispondere di lesioni personali e minacce gravi con l’aggravante mafiosa per l’esercizio del controllo del territorio.
L’Associazione Stampa Romana chiederà di costituirsi parte civile.

Lazzaro Pappagallo
Segretario ASR

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