Disegno di legge Paragone: una Rai senza canone è anticamera della privatizzazione

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Gianluigi Paragone, collega ed esponente di rilievo del movimento cinque stelle in commissione di vigilanza, ha presentato un disegno di legge per eliminare il
Canone Rai.


Lo fa, così sostiene Paragone, per aiutare le famiglie in difficoltà. In compenso all’azienda di servizio pubblico si toglierebbe il tetto sulla pubblicità.
Ci pare una iniziativa completamente sbagliata.


Eliminare il canone e anche il tetto pubblicitario crea inevitabilmente una situazione nella quale la Rai dovrà competere sul mercato. Le regole del mercato però sono spesso in antitesi con quelle di un servizio pubblico la cui mission è e deve essere qualità, trasparenza, indipendenza e finalità sociali.  Con questa proposta di legge di fatto cadrebbe il vincolo di servizio pubblico e la Rai sarebbe un competitor con gli altri soggetti privati.


Si dimentica inoltre che il canone Rai è tra i più bassi d’Europa rispetto ad aziende simili ed è già sceso negli ultimi anni del venti per cento.
Si dovrebbe anzi, se solo si avesse coraggio e lungimiranza politica, procedere in direzione opposta. Più canone per avere meno pubblicità con un investimento deciso sulla informazione e sulle grandi inchieste.


Intervenire sulle risorse non può nascondere il fatto che l’azienda di servizio pubblico resta ancora oggi sotto il controllo dei partiti e del governo di turno. 
Resta questo il vero nodo da sciogliere.
A meno che questo disegno di legge non prefiguri in realtà il tentativo di privatizzare la Rai.

Segreteria Associazione Stampa Romana

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