Solidarietà a Lo Muzio: i cdr di Repubblica, Corriere della Sera, del Fattoquotidiano.it, Tg5, Corsport, Left, il Manifesto e Famiglia Cristiana

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ll Cdr di Repubblica esprime massima solidarietà al collega Valerio Lo Muzio, intimidito martedì scorso da un addetto alla tutela di Matteo Salvini solo per aver svolto il suo lavoro di videomaker sulla spiaggia di Milano Marittima e oggi bersaglio di un’autentica aggressione verbale, condita da gravi allusioni, da parte del medesimo ministro dell’Interno. Il quale si è anche rifiutato di rispondere alle domande del nostro cronista Carmelo Lopapa e dello stesso Lo Muzio, attaccando in maniera denigratoria il nostro quotidiano.

Vorremmo ricordare al ministro che informare i cittadini è un diritto tutelato dalla Costituzione, al quale corrisponde il dovere della stampa di documentare i comportamenti di ogni singolo rappresentante delle istituzioni, governo compreso. Tentare di impedirlo, come Salvini ha fatto, denota purtroppo la postura tipica di chi – in ragione del suo incarico – si considera al di sopra della legge. Una deriva liberticida alla quale non intendiamo rassegnarci e che i giornalisti di Repubblica combatteranno sempre.

Anche il Cdr di Gedi Visual si unisce al Cdr di Repubblica esprimendo totale solidarietà al collega videomaker Valerio Lo Muzio

Il Cdr di Repubblica


Il Cdr del Corriere della Sera esprime solidarietà al collega di Repubblica Valerio Lo Muzio, oggetto di un’aggressione verbale, con pesanti allusioni, da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Informare i cittadini, e quindi fare domande, è un diritto garantito dalla Costituzione. Dovremmo ricordarlo tutti, a partire da chi rappresenta le istituzioni.


CdR Corriere della Sera

Il Cdr de Ilfattoquotidiano.it esprime solidarietà al collega Valerio Lo Muzio, aggredito verbalmente nella giornata di giovedì dal ministro dell’Interno Matteo Salvini mentre svolgeva il suo lavoro.

Informare i cittadini, quindi fare domande, è diritto tutelato dalla Costituzione, la stessa sulla quale il ministro dell’Interno ha giurato e che è tenuto a rispettare come e, se possibile, più degli altri poiché rappresenta le istituzioni.

CdR Ilfattoquotidiano.it

COMUNICATO STAMPA

Nei giorni scorsi il collega Valerio Lo Muzio, autore su repubblica.it dello scoop sul figlio del ministro dell’Interno sulla moto d’acqua della polizia, è stato minacciato da alcuni agenti affinché non riprendesse quanto avveniva in luogo pubblico e poi insultato dallo stesso ministro affinché non potesse rivolgergli domande durante una conferenza stampa.

È intollerabile che uomini delle istituzioni cerchino di impedire a un giornalista di fare il proprio lavoro nel totale disprezzo della libertà di informazione e del diritto dei cittadini a essere informati, tutelati dall’articolo 21 della Costituzione.

È ancor più intollerabile che ciò provenga da un ministro dell’Interno che spregiudicatamente utilizza a scopo di propaganda politica il patrimonio informativo delle amministrazioni di cui è titolare pro tempore.

Il Comitato di redazione del Fatto Quotidiano manifesta piena solidarietà al collega Lo Muzio e invita l’Ordine, la Fnsi e le associazioni di stampa a fare il possibile perché l’intera categoria tenga alta l’attenzione e reagisca compattamente ad eventuali altri episodi di questo genere.

Il Comitato di redazione del Fatto Quotidiano

Il Cdr di Famiglia Cristiana e delle altre testate del gruppo Periodici San Paolo esprime solidarietà al collega del quotidiano La Repubblica, Valerio Lo Muzio, aggredito verbalmente dal ministro dell’Interno Matteo Salvini mentre svolgeva il suo lavoro di cronista sulla spiaggia di Milano Marittima. È dovere dei giornalisti, tutelato dalla Costituzione, quello di fare domande agli uomini delle istituzioni al fine di poter informare correttamente e in maniera trasparente i cittadini che hanno il diritto di sapere.

CdR Famiglia Cristiana 

Il Cdr del Messaggero esprime solidarietà al collega di Repubblica Valerio Lo Muzio, oggetto di un’aggressione verbale da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini mentre stava semplicemente svolgendo il suo lavoro. Informare i cittadini, facendo domande anche non gradite, è un diritto garantito dalla Costituzione, al quale corrisponde il dovere della stampa di documentare i comportamenti di ogni singolo rappresentante delle Istituzioni.

Il Cdr del Messaggero

Il comitato di redazione del Corriere dello Sport-Stadio esprime solidarietà al collega di Repubblica Valerio Lo Muzio, oggetto di un´aggressione da parte del ministro dell´Interno Matteo Salvini. Il collega, che ha rivolto delle domande al vice premier, è stato intimidito e dileggiato. Anche in questo caso, non il primo, siamo di fronte a un oltraggio alla Costituzione e a un nuovo attentato alla libertà di informazione. Non è un caso che Salvini sia uno dei leader di un governo che punta sulla disintermediazione per soffocare la critica. 


Il Comitato di redazione del Corriere dello Sport – Tullio Calzone, Guido 
D´Ubaldo, Antonio Giordano, Michele Marchetti 

Il Comitato di redazione del manifesto esprime la propria fraterna solidarietà ai colleghi di Giorgio Mottola di Report e Valerio Lo Muzio, di Repubblica, oggetto di una volgare aggressione da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini che non manca occasione per manifestare la sua idea della libertà d’informazione.

Questo, mentre il governo di cui lo stesso Salvini è vicepremier taglia il fondo per il pluralismo cercando di ridurre al silenzio testate scomode che evidentemente non si adeguano ai suoi diktat e alle sue minacce.  
 Il Comitato di redazione del manifesto

Cdr de Il Manifesto

Il Cdr del Tg5 esprime solidarietà al collega di Repubblica Valerio Lo Muzio, oggetto di un’aggressione verbale da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini mentre stava semplicemente svolgendo il suo lavoro.
Informare i cittadini, facendo domande anche non gradite, è un diritto garantito dalla Costituzione, al quale corrisponde il dovere della stampa di documentare i comportamenti di ogni singolo rappresentante delle Istituzioni.


Il Cdr del Tg5

Dalla redazione di Left e dal direttore Simona Maggiorelli, solidarietà ai colleghi Valerio Lo Muzio di Repubblica e a Giorgio Mottola di Report. Sono inaccettabili le parole del ministro dell’Interno nei confronti di chi, come Lo Muzio, stava facendo il proprio lavoro di cronista con la schiena diritta, nel rispetto dell’art 21 della Costituzione, nel rispetto della carta di Treviso che tutela i minori.

E il ministro dell’Interno per primo dovrebbe difenderne la sicurezza, sempre, «senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».

Il fiduciario di redazione Federico Tulli

Nell’era dei selfie e dei messaggi politici autoprodotti senza alcun contraddittorio, il Tg3 esprime piena solidarietà ai due giornalisti, di Repubblica e di Report, dileggiati dal ministro Salvini per avergli rivolto delle legittime domande. Un atto gravissimo da parte del ministro dell’interno.

La politica se ne faccia una ragione: l’essenza e il dovere del giornalismo è proprio fare domande. Un compito irrinunciabile per tutti i giornalisti, nell’interesse di un’opinione pubblica informata e consapevole, fatta da cittadini più che da follower.

CdR Tg3

La redazione di Momento Italia e il suo direttore, Andrea Nicosia, esprimono solidarietà e vicinanza ai colleghi di Repubblica e Report, Valerio Lo Muzio e Giorgio Mottola, aggrediti verbalmente dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. L’atteggiamento del vicepremier sembra essere ben lontano da quello che dovrebbe tenere un servitore dello Stato, ossia difendere la libertà d’informazione e con essa il diritto dei cittadini a essere informati. Capire, fare domande, approfondire, sono aspetti alla base del mestiere del giornalista che il ministro dovrebbe conoscere bene in quanto iscritto all’Ordine dei giornalisti dal 1999.  

Il fiduciario di redazione Manuela Boggia

I Cdr del Sole24ore e di Radio 24 esprimono solidarietà ai colleghi Carmelo Lopapa e Valerio Lo Muzio, intimidito solo per aver svolto il suo lavoro di videomaker e bersaglio di gravi allusioni da parte del ministro dell’Interno. Come ricordano al ministro i colleghi della Repubblica, “informare i cittadini è un diritto tutelato dalla Costituzione, al quale corrisponde il dovere della stampa di documentare i comportamenti di ogni singolo rappresentante delle istituzioni, governo compreso. Tentare di impedirlo, come Salvini ha fatto, denota purtroppo la postura tipica di chi – in ragione del suo incarico – si considera al di sopra della legge. Una deriva liberticida alla quale non intendiamo rassegnarci”. E noi come loro, cari lettori, non ci rassegneremo. 

Il Cdr del Sole 24 Ore 

Il Cdr di Radio 24

Il  Cdr di AdnKronos e il fiduciario di Adnkronos Salute esprimono solidarietà e vicinanza ai colleghi de La Repubblica e Report, e a tutti i colleghi ai quali anche in passato non sono state date risposte a domande legittime.

La libertà di stampa, a ogni livello resta un bene essenziale per la tutela della democrazia. 

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