Inchiesta di Cassino sui migranti: freelance e buon giornalismo di inchiesta

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In tempi di grande sofferenza per il nostro mondo tra pressioni indebite degli editori e frantumazione dei modelli produttivi sui quali il giornalismo italiano ha costruito la sua storia ci sono valori fondamentali per la nostra identità da preservare.

Il racconto dei fatti, di quelli più scomodi al potere, il coraggio nella denuncia anche quando le ribalte sono molto lontane dai riflettori romani.

La collega free lance Angela Nicoletti, che collabora con le testate on line Tg24.info e Frosinonetoday attraverso una serie di inchieste giornalistiche ha consentito l’apertura di una delicata indagine da parte della Procura di Cassino.

L’inchiesta, durata alcuni anni e portata avanti da Guardia di Finanza e Polizia coordinate dal sostituto procuratore Alfredo Mattei, magistrato titolare del fascicolo, si è conclusa nei giorni scorsi con l’emissione da parte del Gip del Tribunale di Cassino, Domenico Di Croce, di undici misure cautelari a carico di imprenditori, sindaci e pubblici ufficiali accusati di corruzione, truffa e malversazione. I fondi stanziati dallo Stato e destinati all’accoglienza dei migranti, venivano invece utilizzati per scopi personali.

Nel corso della conferenza stampa che il procuratore capo Luciano d’Emmanuele ha tenuto presso il tribunale di Cassino, sono stati svelati raccapriccianti dettagli emersi durante le indagini che hanno consentito di individuare un sodalizio criminale composto da colletti bianchi. Dettagli emersi solo grazie ai reportage della collega che ha ricevuto un pubblico ringraziamento da parte del dottor Mattei che in sede di conferenza stampa ha sottolineato quanto sia stato importante il ruolo della stampa. I migranti venivano lasciati per giorni senza cibo e acqua ed erano costretti a vivere tra scarafaggi e lerciume. Angela Nicoletti attraverso una serie di articoli ha denunciato quanto accadeva in diverse strutture di accoglienza del Cassinate.

Articoli che in prima battuta le sono costati tre querele da parte degli imprenditori allora indagati ed oggi colpiti da misura cautelare. Un atteggiamento intimidatorio rafforzato poi da offese e dicerie prive di fondamento. 
Anche quando il nostro mondo sembra in difficoltà, storie come questa ricordano a tutti noi il senso profondo del nostro lavoro.


Le dichiarazioni del procuratore Alfredo Mattei sul sito www.stamparomana.it

Procuratore Alfredo Mattei – Guarda il VIDEO

Lazzaro Pappagallo
Segretario Associazione Stampa Romana

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