Assemblea La Stampa: ingiusto ridimensionare la sede romana

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Cari colleghi,

il piano di riorganizzazione delle attività poligrafiche del gruppo Gnn tocca in particolare la redazione romana della Stampadove sono previsti ben 3 esuberi “strutturali” sui 12 imputati alla nostra testata.

Per condividere le preoccupazioni espresse dai colleghi vi trasmetto il documento approvato oggi nel corso di una assemblea svoltasi dopo le informative tenute dalla Rsu.

Grazie per l’attenzione

L’assemblea dei redattori della redazione romana de La Stampa, dopo aver appreso i contenuti del piano di riorganizzazione dei poligrafici Gnn, esprime la sua solidarietà a tutti i colleghi del gruppo colpiti da un intervento che ancora una volta fa pagare la crisi del settore esclusivamente ai lavoratori. La situazione di difficoltà che sta attraversando il nostro settore non è di oggi eppure l’azienda non ha messo in campo alcuna iniziativa di rilancio, ha pensato solo a tagliare i costi senza alcun investimento significativo sia sul prodotto sia sul capitale umano, che rappresenta invece la prima risorsa per una attività come la nostra.

Quanto agli interventi previsti per la nostra testata, in primo luogo l’assemblea rifiuta la classificazione di “sede periferica” attribuita a quello che (anche a norma di contratto) è l’Ufficio di corrispondenza dalla capitale, rivendicandone invece il ruolo strategico nella fattura quotidiana del giornale e nella produzione di contenuti per tutte le testate Gnn.

Una attività complessa che non può privarsi del fondamentale apporto dei colleghi della segreteria e che già in questi ultimi anni è stata ridotta ai minimi termini, e che singolarmente hanno già subito forti penalizzazioni di reddito. Parliamo di David Italia, Maurizio Doneddu e di Massimiliano Tavana, tutte persone che non possono certamente essere considerati “esuberi” perché sono parte integrante della redazione stessa e le cui funzioni solo in minima parte possono essere accentrate a Torino come le attività tipografiche.

Parliamo delle attività di supporto ai responsabili della redazione, di tutte le pratiche burocratiche interne (rimborsi spese, gestione turni, controllo presenze, ecc.), delle attività di front office, delle gestione dei rapporti con tutte le principali istituzioni, della realizzazione dei collegamenti video e delle registrazioni per il Web, della soluzione dei tanti problemi tecnici quotidiani e della gestione del centralino, sino all’organizzazione di trasferte anche internazionali compresa una continua assistenza logistica (pure in orari non coperti dalla segreteria di redazione di Torino e in alcuni casi andando oltre il loro stesso orario di lavoro).

Tutte attività che già oggi vengono peraltro svolte in una finestra oraria già significativamente ridotta e che non possono che essere svolte fisicamente presso la nostra redazione.

Cancellare queste funzioni, tutte o anche solo in parte, è per noi inaccettabile: significa infatti intaccare l’operatività del nostro Ufficio e significa rendere più difficoltoso il lavoro degli inviati con una notevole perdita complessiva di efficienza. 

Per queste ragioni l’assemblea dei redattori romani chiede all’azienda (ed alla direzione per le sue competenze) di riconsiderare le misure previste per la sede di Roma escludendo i colleghi “dal perimetro dell’intervento” in considerazione del loro ruolo assolutamente “funzionale alle gestione dei processi”, clausola che peraltro il piano stesso prevede. 

Approvato all’unanimità

Roma,  14 novembre 2019

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