Decreto Cura Italia: la rete del governo inizia a dare risposte. Sui lavoratori autonomi dobbiamo chiudere il percorso di tutela

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Il decreto “cura Italia” ha il valore economico di una legge finanziaria e l’ambizione di aprire un paracadute per mettere in sicurezza un paese come il nostro messo in grande difficoltà dal covid 19.

All’interno del decreto ci sono misure che toccano direttamente tutta la categoria: lavoratori dipendenti e autonomi, uniti dall’esigenza di avere risposte ai loro bisogni.

Ci sono inoltre misure indirette che tornano su temi per noi importanti dai congedi di maternità ai crediti di imposta per la sanificazione delle aziende.

Gli articoli 19-20-21-22 si riferiscono agli ammortizzatori sociali. Tra cassa integrazione ordinaria che è possibile chiedere, conversione di cassa straordinaria e di solidarietà in cassa ordinaria e cassa in deroga affidata alle regioni si coprono tutti i lavoratori dipendenti (anche le aziende con un solo giornalista alle loro dipendenze) per nove settimane. Questi periodi di cassa sono al di fuori del quinquennio mobile di durata degli ammortizzatori sociali. L’applicazione di questa rete esclude ristrutturazioni e licenziamenti.

L’articolo 44 si occupa dei lavoratori dipendenti e AUTONOMI appartenenti alle casse professionali privatizzate, inpgi inclusa.
A differenza dei lavoratori autonomi di area inps (Art 27-28) per cui è prevista una indennità da 600 euro per il mese di marzo si stabilisce di attingere a un fondo per il reddito di ultima istanza da 300 milioni di euro. Toccherà al ministero del lavoro di concerto con il Mef adottare criteri di priorità e modo di attribuzione dell’indennità.

Ulteriori disposizioni riguardanti anche giornalisti e giornaliste li troviamo nel congedo parentale ex Art 23, nell’estensione dei giorni di 104 per 12 giorni tra marzo e aprile (Art. 24), nel bonus da baby sitting (Art.25), nell’equiparazione della quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva alla malattia (Art. 26), nel credito di imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro (Art.64). Quest’ultima misura tra l’altro toglie ogni alibi alle aziende, anche editoriali, che ancora non hanno provveduto al rispetto del protocollo Confindustria sindacati di sabato scorso.

Norma specifica e importante che riguarda invece il credito di imposta per aziende editoriali, edicole e distributori è l’articolo 98.

Il Governo ha dato risposte chiare alle sollecitazioni arrivate da tutto il mondo del lavoro, incluse quelle sollevate da stampa romana.

La situazione sanitaria è tuttora in evoluzione e chiede ancora una grande attenzione a iniziare dai lavoratori autonomi. È necessario che il decreto del ministro del lavoro allinei le prestazioni per i colleghi autonomi ai 600 euro disposti per i lavoratori autonomi di area Inps.
Le parole della ministra Catalfo ci fanno ben sperare che non ci siano diversi trattamenti a seconda della categoria professionale di provenienza. Ma il percorso va vigilato e tradotto in atti coerenti.

Ultima annotazione riguarda i tempi. Tutti speriamo di tornare alla normalità ma è chiaro che se non si ritorna alla normalità il 4 aprile  quello che è stato deciso per marzo deve valere per aprile ecc ecc fino alla chiusura dell’emergenza trovando adeguate risorse economiche da mettere in campo.

Segreteria Associazione Stampa Romana

IL DECRETO

DECRETO-LEGGE-17.03.20