Non c’è più tempo per gli esodati

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Non c’è più tempo. Dopo anni senza stipendio e senza pensione e con la previsione di vederla forse tra dieci anni. Con un mercato del lavoro che ha escluso da tempo gli ultracinquantenni espulsi dalle testate fallite e anche dagli altri giornali, non c’è più tempo. Gli esodati sono senza tutele. Nessuna tutela, nemmeno i bonus per il Covid, in un momento in cui giustamente si sono previsti interventi a pioggia per tutti. 

Adesso che la riforma per l’editoria così colpita dalla crisi sta accelerando i tempi e alla vigilia di nuovi, ulteriori, prepensionamenti, è arrivato il momento di trovare una soluzione e in fretta. Perché non possono esserci figli e figliastri, non si può prepensionare alcuni e abbandonare al vuoto gli altri. Non si passa sulla vita delle persone come un Panzer. Non è possibile soprattutto se esiste un sindacato ed è pure attento ai più deboli. 

Per questo il Comitato esodati si appella al sottosegretario Martella e chiede un incontro urgente per trovare soluzioni a una condizione paradossale.

Chiediamo di essere ammessi alla pensione con gli stessi criteri utilizzati prima del recepimento da parte dell’Inpgi della riforma pensionistica. 

Chiediamo che anche agli esodati – licenziati o messi in cigs prima dell’applicazione delle nuove regole – vengano applicati i requisiti adottati per le aziende con il decreto Lotti.

Chiediamo che anche ai giornalisti venga applicata la salvaguardia prevista per i poligrafici con il comma 154 della legge di bilancio 2018. 

Chiediamo infine, ma non ultimo, l’intervento immediato della Fnsi perché nell’ambito dei diversi provvedimenti in aiuto dei colleghi precari e delle aziende in crisi, si faccia subito carico di questo problema. 

Ricordiamo che la situazione di questi colleghi è stata anche al centro di una delle mozioni al Congresso della Fnsi di Levico Terme, poco più di un anno fa: la mozione venne approvata per acclamazione. Da allora più nulla. Ma noi, non abbiamo più tempo. 

Comitato Giornalisti Esodati