CdR Messaggero: ingiusti i tagli ai collaboratori. Compromessa la tenuta del giornale

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Care colleghe e cari colleghi,

in questi ultimi giorni i collaboratori del Messaggero (quotidiano e sito) hanno ricevuto una mail dell’Azienda che impone unilateralmente un ulteriore (e stavolta insostenibile) taglio dei compensi con effetto immediato per i pezzi forniti. Tagli che arrivano poco dopo la firma dello stato di crisi che partirà a luglio e senza alcuna comunicazione preventiva al Cdr che ha rimarcato in diverse occasioni come gli organici redazionali stiano lavorando ben oltre il limite della capienza e quanto diventi, quindi, indispensabile il lavoro dei collaboratori, che in alcune edizioni garantiscono di fatto l’uscita del giornale.

Lo smaltimento delle ferie estive, quelle pregresse (su cui era stato firmato un accordo precedente al Covid, incrementato unilateralmente dall’Azienda dopo l’esplosione dell’epidemia, nonostante la disponibilità garantita da tutta la redazione allo smart working) e i due giorni di cassa integrazione sottoscritti nell’accordo sullo stato di crisi, che andranno ad alleggerire i conti dell’Azienda permettendo inoltre l’accesso ai prepensionamenti per alcuni colleghi, appesantiranno indiscutibilmente il lavoro della redazione già in seria difficoltà.

A questo si aggiungono nuove richieste adottate unilateralmente dall’Azienda, quali l’incremento delle pagine di alcune edizioni e l’incremento del lavoro sul sito appesantito ulteriormente per le redazioni locali anche dall’avvio di una pagina Facebook personalizzata.

Pur essendo consapevoli della difficile fase che stiamo attraversando, siamo rimasti stupiti di questi nuovi tagli anche per le modalità, visto che nella lettera inviata ai collaboratori viene imposta unilateralmente la decurtazione dei compensi, chiedendo però al collaboratore di rilasciare il consenso all’applicazione dei nuovi tariffari. Tutto questo nell’ottica – viene scritto nella lettera – “di riorganizzazione di più ampio respiro, già in atto, teso a raggiungere un assetto gestionale di massima efficienza operativa”.

Come se “l’efficienza operativa” potesse passare solamente attraverso il taglio dei costi e non finanche a una indispensabile cura e qualità del prodotto. Così si rischia di compromettere anche il futuro di prodotti strategici per la nostra testata, divenuti punto di riferimento anche grazie al lavoro di questi collaboratori che sebbene non siano dipendenti del quotidiano, fanno a pieno titolo

parte del nostro patrimonio, sia per le competenze professionali che per l’assoluta disponibilità che hanno sempre dimostrato.

Ci ha allibito la scelta dell’Azienda di prendere una decisione simile in un momento così cruciale. Visti anche i segnali positivi che arrivano proprio dalle edizioni locali del quotidiano, abbonamenti digitali compresi, che dimostrano come il futuro debba essere orientato alla qualità dell’offerta d’informazione.

Per questo stiamo agendo in questi giorni e agiremo con la massima determinazione per tutelare questo patrimonio indispensabile per il Messaggero ed evitare che vada disperso. Il Cdr chiede a Fnsi e a Stampa Romana di intervenire a fianco dei colleghi collaboratori. Chiede altresì all’Azienda di congelare i tagli, per trovare una soluzione condivisa, che oltre a continuare a garantire al giornale una forza lavoro indispensabile, riconosca una retribuzione base rispettosa della dignità e dei compiti insostituibili che i collaboratori esterni svolgono quotidianamente.

Il Cdr