Accesso agli atti: dieci domande alle quali l’Inpgi dovrà ora rispondere

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Roma 5 agosto 2020 – Dieci verità ancora nascoste, sul patrimonio immobiliare dell’Inpgi e sulla sua dismissione, che adesso l’Istituto dovrà rivelare. Dopo la sentenza del 27 luglio scorso del Consiglio di Stato, che confermava come un iscritto all’Istituto di previdenza dei giornalisti abbia un interesse “diretto, concreto e attuale” ad ottenere copia di documenti che potrebbero avere un peso sul futuro previdenziale, ecco la prima richiesta di accesso agli atti.

L’ha rivolta ieri sera per posta certificata alla Presidente dell’Inpgi, 
Marina Macelloni, l’associato Inpgi Corrado Giustiniani, che è anche il presidente del Siai. Si vogliono conoscere, in particolare, i valori con i quali tutti i singoli immobili sono stati apportati al Fondo Amendola, a partire dal dicembre 2013.

Tutte le perizie semestrali di aggiornamento di tali valori, sino all’ultima del 30 giugno scorso. Ci sono poi due vicende singolari, sulle quali urge un chiarimento. Una riguarda l’immobile di via Novelli ai Parioli: doveva rimanere nel patrimonio dell’Istituto, che aveva investito forti somme per realizzarvi un cappotto termico, 
cambiare la centrale termica, sostituire tubi, radiatori e quant’altro, ed invece è stato ceduto in un’ultima e imprevista tranche di dismissioni: quanto ha speso l’Inpgi su questo palazzo, per poi cederlo? 

Il secondo caso riguarda un immobile ad uso terziario di via Parigi, già sede dell’Ordine dei giornalisti: a quanto era stato acquistato, quanto si è speso per la sua ristrutturazione? A quanto è stato ceduto? Si vuole poi conoscere il valore complessivo degli atti notarili di vendita, alla data del 30 giugno 2020. L’obiettivo per l’Inpgi era un incasso di 650 milioni di euro. Secondo l’ultima relazione del Comparto 
Unico del Fondo Inpgi, al 31 dicembre le proposte raccolte (che non sono ancora atti di compravendita) erano per 336 milioni di euro. 

Si chiede anche quale sia il numero assoluto e la quota percentuale degli alloggi 
in affitto rimasti inoccupati, e quella degli alloggi vuoti nei palazzi in vendita (che, come tali, gravano sui costi dell’Inpgi e non possono essere riaffittati). Ancora: cosa prevedono le polizze assicurative sugli alloggi? Sono le stesse di pochi anni fa o la copertura si è ridotta? Qual è il compenso del nuovo “service” Yard, che ha sostituito 
in molti adempimenti il servizio immobiliare dell’Inpgi? Infine: sono state previste delle penali a carico di Investire, la società di gestione del Fondo Inpgi, in ragione dello scostamento fra incassi programmati ed effettivi? Giustiniani aveva già presentato due richieste di accesso agli atti, la prima respinta, la seconda rimasta senza risposta. La speranza è che la terza sia quella buona, checché ne dica 
il proverbio.

LA RICHIESTA DI ACCESSO AGLI ATTI

Richiesta-Accesso-agli-atti-4-agosto-2020