Licenziamento collega Metro: asr rompe relazioni sindacali

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Stampa romana contesta radicalmente il licenziamento per asserita giusta causa della collega collaboratrice fissa di Metro.

Un atto ingiustificato da parte della società che edita la free press.

La collega ha agito sempre in modo trasparente e con la massima correttezza nei confronti del direttore che ha impartito direttive alla collega ed ha sempre accettato i suoi articoli.

Se non richiamata in una lettera di assunzione di una collaboratrice non trova applicazione il vincolo di esclusiva.

Paradossale e insensato che lo reclami una testata che da anni pubblica grazie a dolorosi accordi sindacali con riduzione del costo del lavoro.
E l’azienda sa bene che una delle motivazioni per accettare quei pesanti sacrifici e’ la sospensione dell’esclusiva.

Stampa Romana sosterrà le ragioni della collega.

Questo licenziamento avrà ripercussioni sul piano delle relazioni sindacali con l’azienda.

Segreteria Associazione Stampa Romana 

COMUNICATO CDR METRO

L’Assemblea dei Giornalisti di Metro all’unanimità stigmatizza il licenziamento per asserita giusta causa di una collega alla quale era stata negata l’aspettativa. Le motivazioni contenute nella lettera inviata dall’Azienda sono assolutamente pretestuose perché poggiano su basi non corrispondenti al contratto in essere tra la collega (collaboratore fisso ex art.2) e l’Azienda.

Si cita una fantomatica esclusiva che non era prevista nel contratto di assunzione e comunque ormai da anni, non ricade più nemmeno sui giornalisti ex art.1 in stato di solidarietà prima, e in Cassa Covid poi.

Il Direttore, dal canto suo, ha avallato e sostenuto le tesi dell’Azienda dimenticando forse che se la collega ha lavorato, lo ha fatto seguendo le sue direttive.

Pertanto, l’Assemblea dei Giornalisti sfiducia all’unanimità il Direttore, Stefano Pacifici.

Malgrado le rassicurazioni ricevute dal CdR da parte del Rappresentante per i rapporti sindacali di Metro, rassicurazioni che portavano verso l’archiviazione di questa faccenda, NME ha deciso, senza alcuna comunicazione ufficiale inviata né dall’Editore né dal Direttore per quanto riguarda rispettivamente il cambio dell’organico e l’organizzazione del lavoro, di licenziare una collega che a Metro ha portato ben quattro premi giornalistici.

Sia il Direttore che il Rappresentante dei rapporti sindacali dichiarano di non saper nulla mentre invece appare chiaro dalla lettera di licenziamento il loro coinvolgimento. Tanto più che la collega – lo ripetiamo – ha sempre lavorato in stretta collaborazione con il Direttore, rispettando le sue richieste e inviando i pezzi così come con lei concordati.

I Giornalisti di Metro entrano pertanto in assemblea permanente e affidano al CdR un pacchetto di 5 giorni di sciopero. Inoltre, tutti i Giornalisti per quanto riguarda lo svolgimento e l’organizzazione del lavoro si atterranno solo ed esclusivamente a quanto previsto dal CCNLG.

È la prima volta nella storia di Metro che viene inviata una lettera di licenziamento. Una lettera priva di ogni fondamento che i Giornalisti all’unanimità non possono far passare sotto silenzio.

L’Assemblea dei Giornalisti di Metro

LICENZIATA UNA GIORNALISTA A METRO 

Licenziata per aver violato un’esclusiva non contemplata nel suo contratto di assunzione  (art 8 CNLG)

Questa la motivazione con la quale  il legale rappresentante della N.M.E. New Media Interprise s.r.l Dottor Alessandro Tozzi ha comunicato il licenziamento della collega di Metro per giusta causa. 

Assunta con art 2 CNLG (collaboratrice fissa) nel 2014 dal quotidiano Metro senza vincolo di esclusiva, nel 2018 la collega aveva chiesto aspettativa non retribuita per due anni. Nel giugno 2020 dopo aver rinnovato la richiesta, l’aspettativa non le viene concessa. Le viene invece richiesto di ricominciare la collaborazione in una azienda con il personale giornalistico che a causa del Covid 19 è in smart working e in solidarietà. 

Precisiamo che “l’articolo 8 disciplina l’ipotesi che il giornalista, dipendente di un editore, svolga attività lavorativa per un editore diverso”. Non si tratta però di questo caso. Solo in caso di assunzione in “esclusiva” non si potranno svolgere altri incarichi professionali. Inoltre come scrive il CDR di Metro: “l’esclusiva oramai da anni, non ricade più nemmeno sui giornalisti ex art 1 in stato di solidarietà prima e in cassa Covid poi”.

Non capiamo la ratio di questo licenziamento. E non l’ha capita nemmeno l’assemblea dei giornalisti di Metro che ha sfiduciato all’unanimità il direttore, Stefano Pacifici. Purtroppo però ancora una volta è una collega ad essere licenziata. 

Essere donna nel nostro Paese è sempre uno svantaggio e richiedere il rispetto dei propri diritti significa spesso ricevere solo schiaffi in faccia. 

La Commissione Pari Opportunità di Stampa Romana è a fianco della collega e la supporterà in tutte le azioni che intende intraprendere. 

Cpo Stampa Romana

COMUNICATO SINDACALE

I Giornalisti di Metro dichiarano un giorno di sciopero oggi su domani. La risposta di un fantomatico editore non meglio identificato ricevuta dopo il comunicato sindacale firmato all’unanimità dall’Assemblea dei Giornalisti – che stigmatizzava il licenziamento per asserita giusta causa di una collega ex art. 2 “accusata” di aver violato il vincolo d’esclusiva previsto solo per i colleghi assunti come art.1, esclusiva che ormai da anni non viene più applicata a nessuno come riportato in ogni stato di solidarietà difensiva firmato finora – lascia senza parole.

Come può un “editore” non sapere che l’art.34 del CCLNG sancisce testualmente che uno dei compiti del CdR è “la tutela dei diritti morali e materiali” dei giornalisti? Come può fingere di non sapere che lo stesso articolo prevede “pareri preventivi” rispetto alle decisioni assunte dal direttore e dall’editore? Come può dimenticare che la “fissazione degli organici redazionali” come “l’utilizzazione delle collaborazioni fisse” sottostanno a tali pareri?

Il licenziamento per asserita giusta causa invece è avvenuto nel silenzio più assordante, in una sorta di scaricabarile all’insegna dell’“io non ne so nulla” da più e più parti.

Pertanto, di fronte ad una situazione che viola gli elementi più basilari del nostro contratto collettivo, ai Giornalisti di Metro non resta altra arma che lo sciopero. 

Il CdR di Metro

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