Bloccata app Manifesto: la condanna di stampa romana

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A poche ore dalla partenza della campagna abbonamenti la app del Manifesto sparisce da Google play store.

In pratica il grande monopolista chiede ai colleghi e agli sviluppatori del manifesto di autocertificare, passando attraverso un lungo format, la loro esistenza come giornale di informazione.

Un paradossale controsenso per una testata di lungo corso ma che rivela il pericolo di un ruolo che le grandi piattaforme sembrano aver assunto dopo l’assalto a Capitol Hill.

Non più postini di contenuti o vetrine di applicazioni anche giornalistiche ma giudici dei contenuti ospitati.

Naturalmente non esiste reclamo al blocco della app se non allo stesso monopolista.

È questo un effetto indesiderato di aver consegnato altrove le chiavi di casa ma oggi è una inaccettabile compressione del diritto di informare e di essere informati garantito dalla Costituzione e della libertà di impresa.

La nostra solidarietà ai colleghi del Manifesto.

Segreteria Associazione Stampa Romana

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