Un manifesto per i diritti digitali

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E’ il senso dell’iniziativa di Stampa Romana dedicata alle piattaforme web. Giuristi, costituzionalisti (Vladimiro Zagrebelsky, Roberta Calvano e Oreste Pollicino) e giornalisti (Luigi Ferrajuolo, Michele Mezza, Vincenzo Vita, Nicola Zamperini con le testimonianze di Massimo Rocca e Andrea Morigi) si sono ritrovati su un fronte comune. 

Lo spazio da conquistare per tenere insieme responsabilità sulla pubblicazione dei contenuti  da parte di piattaforme che sono oligopoli e monopoli privati e metanazionali e  libertà degli utenti di usare spazi di dominio pubblico per esercitare il diritto alla libertà di espressione garantito dall’articolo 21 della Costituzione in una cultura giuridica europea ed italiana passa dalla definizione di questi diritti.

E’ uno spazio di azione necessario anche per il sindacato, come ha anche ricordato il direttore di Repubblica Maurizio Molinari.
Per Carlo Verna, presidente dell’Ordine dei Giornalisti, questi diritti passano anche attraverso la vigilanza rigorosa di una categoria professionale che fa della libertà di espressione da esercitare nelle forme previste dalla legge la sostanza del suo valore democratico.

E i giornalisti devono essere in grado di negoziare con le piattaforme la trasparenza degli algoritmi e delle decisioni da assumere sui post e tweet per evitare casi abnormi di censure preventive e successive. 

Ultimo caso l’oscuramento odierno su Facebook della pagina delle più belle frasi di Osho, la firma del quotidiano Il Tempo. 


Lazzaro Pappagallo

Segretario ASR

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