Facebook oscura le notizie in Australia. Il rischio per l’informazione professionale

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La decisione di Facebook di bloccare la condivisione di notizie in Australia rivela la natura del conflitto in atto, un conflitto dal quale dipende anche la sopravvivenza del giornalismo professionale.

In Australia governo e Parlamento vogliono legiferare per costringere gli over the top a pagare gli editori per le notizie pubblicate dalle piattaforme o dai motori di ricerca. 

La legge vorrebbe ridare fiato a un settore piegato da una grave crisi economica e di occupazione.

Da mesi i giganti californiani sono impegnati in una trattativa con le autorità locali per trovare una soluzione. Oggi Facebook rompe il negoziato eliminando le notizie. Si attende ora la decisione di Google.

Ciò che avviene in Australia potrebbe replicarsi nell’Unione europea e in Italia quando si discuterà l’applicazione della direttiva comunitaria sulla tutela del diritto d’autore.

È evidente a tutti la sottrazione di risorse e di dati e l’opacità degli algoritmi da parte delle techno corporation.

In questo senso le forze produttive del giornalismo Italiano (editori e sindacato) hanno un oggettivo interesse a condurre una battaglia comune non trascurando il recupero del nostro ruolo professionale: dare notizie certe e verificabili.

Quanto sta accadendo in Australia deve metterci tutti sull’avviso.

Segreteria Associazione Stampa Romana

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