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Le Vendite di Quotidiani a Febbraio 2022

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Articolo pubblicato su DataMediaHub

Accertamenti Diffusione Stampa [ADS] ha rilasciato i dati relativi alle vendite di quotidiani nel gennaio di quest’anno. Abbiamo elaborato i dati dei principali quotidiani nazionali e pluriregionali analizzando il totale delle vendite individuali [e NON le diffusioni, come fanno altri, che servono solo a gonfiare le cifre], le vendite delle copie vendute in edicola e le copie digitali vendute ad un prezzo almeno pari al 30% di quello della versione cartacea.

Ricordiamo che per totale vendite individuali pagate dall’acquirente, si intende il totale risultante dalla sommatoria delle vendite individuali cartacee, degli abbonamenti individuali cartacei pagati e delle vendite copie digitali individuali, che sono comprensive anche delle vendite di copie digitali ad un prezzo inferiore al 30% della corrispondente versione cartacea. Dunque, tali copie individuali sono quelle pagate direttamente dal singolo acquirente. Sono escluse vendite e abbonamenti multipli, sia del cartaceo che delle copie digitali, che spesso sono frutto di fantasiose operazioni di marketing, diciamo.

Se già l’avvio d’anno era stato tutt’altro che positivo, il secondo mese del 2022 registra un ulteriore peggioramento. Questo nonostante il conflitto russo-ucraino e molto altro ancora [pagine 10-19].

Dopo un 2021 che ha fortemente imbarazzato, diciamo, la proprietà di GEDI, il tonfo nei primi due mesi di quest’anno di Repubblica non è certamente un segnale positivo di ripresa. A febbraio, il quotidiano diretto da Molinari perde il 2.6% del totale vendite individuali rispetto a gennaio e ben il 17.1% rispetto a febbraio 2021.

Le vendite in edicola del quotidiano fondato da Scalfari calano del 3.3% rispetto al mese precedente, e del 19.8% rispetto al mese corrispondente. In dodici mesi, in edicola, la Repubblica ha perso praticamente un quinto delle copie. Anche le vendite di copie digitali vendute ad un prezzo almeno pari al 30% di quello del quotidiano cartaceo calano in maniera significativa: – 13.6% vs gennaio 2022 e – 13% vs febbraio 2021.

Al contrario il Corriere della Sera resta sostanzialmente stabile sia rispetto a gennaio 2022 che in confronto con febbraio 2021. Questo fa sì che complessivamente il gap tra i due giornali passi da circa 65mila copie a febbraio 2021 a più di 95mila a febbraio di quest’anno. E, per la prima volta, le vendite di copie digitali di Repubblica, vendute ad un prezzo almeno pari al 30% di quello del quotidiano cartaceo, sono inferiori a quelle del quotidiano diretto da Fontana.

È vero che l’invasione dell’Ucraina è iniziata verso la fine di febbraio ma benefici dal conflitto russo-ucraino in termini di abbonamenti digitali che erano stati ventilati non ci sono stati.

Per quanto riguarda le altre testate, come anticipavamo, sono solamente tre quelle che crescono rispetto al gennaio 2022, e si riducono a due rispetto a febbraio 2021.

È un vero e proprio tonfo per ItaliaOggi, che perde complessivamente il 28.7% delle copie rispetto al mese precedente, e addirittura il 46.3% rispetto al mese corrispondente dell’anno precedente. In un anno persa quasi una  copia su due.

Al contrario continua a crescere la Verità che vede un incremento significativo anche delle copie digitali, in crescita del 16% rispetto a gennaio di quest’anno e del 366% rispetto a febbraio dell’anno scorso. Per contro in deciso calo gli altri due quotidiani di riferimento del centro-destra: Libero e Il Giornale.

Buone anche le vendite della Gazzetta dello Sport, che però sul digitale non sfonda, anzi. Continuano a soffrire gli altri due quotidiani sportivi, in particolare Tuttosport.

Non decollano le vendite di copie digitali. Su 16 quotidiani da noi presi in considerazione solamente tre crescono rispetto a febbraio 2021, e anche rispetto a gennaio 2022 sono soltanto quattro quelli in crescita. Appare chiaro che esiste un gigantesco problema di prodotto, completamente da riconcepire, ed anche di user experience per quanto riguarda in maniera specifica le copie digitali.

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