Corriere della Sera
Il Cdr del Corriere della Sera esprime solidarietà alle colleghe e ai colleghi de La Repubblica e La Stampa che sono in stato di agitazione dopo l’annuncio della vendita delle testate del Gruppo Gedi.
Condividiamo la forte preoccupazione per ciò che sta avvenendo, per le modalità con le quali le redazioni sono state informate della vendita e stigmatizziamo la scelta dell’editore di non esplicitare il progetto industriale in questi mesi.
Il Cdr del Corriere della Sera è al fianco delle colleghe e dei colleghi in protesta, nella ferma convinzione che il pluralismo dell’informazione sia un cardine della vita democratica. In un momento così delicato per l’intero settore, riteniamo indispensabile che non siano sacrificati sull’altare di logiche esclusivamente finanziarie l’indipendenza, la qualità e la funzione civile del nostro mestiere.
Ribadiamo quindi il nostro sostegno alle colleghe e ai colleghi, certi che solo una stampa libera e plurale possa continuare a garantire ai lettori il diritto fondamentale a un’informazione realmente al servizio della collettività.
Il Cdr de Il Corriere della Sera
L’Espresso
Il comitato di redazione de L’Espresso è al fianco delle giornaliste e giornalisti di Repubblica, Stampa e dell’intero gruppo Gedi, solidale con la loro battaglia in difesa della dignità del lavoro, dell’identità delle loro testate e del pluralismo dell’informazione, sconcertato per il modo scellerato con cui l’editore – dopo anni di scelte che hanno indebolito via via l’azienda – ha deciso di liquidare l’attività editoriale, mettendo in scena quello che i comitati di redazione in queste ore hanno definito “un orribile spettacolo”.
Dopo la svendita de L’Espresso nel 2022 e la dismissione pezzo a pezzo di quella che era una preziosa rete di giornali locali diffusa in tutto il territorio, oggi si arriva alla cessione a un soggetto straniero, senza prospettive né garanzie per chi ci lavora, di tutte le attività editoriali che fanno capo a Exor tramite Gedi: i quotidiani Repubblica, Stampa, il sito HuffPost, e le radio Deejay e Capital. Un insieme di professionalità che rappresentano un valore insostituibile per l’intero Paese, di cui hanno raccontato e fatto la storia, e un presidio fondamentale della democrazia. Perché i giornali non sono merce qualsiasi, sono un pezzo del nostro patrimonio comune.
Il Cdr de l’Espresso
La7
Le giornaliste e i giornalisti di La7 esprimono solidarietà nei confronti dei colleghi di Repubblica, in mobilitazione permanente e oggi in sciopero per difendere la linea editoriale, la dignità professionale e il posto di lavoro.
La trattativa per la cessione del gruppo Gedi al magnate greco Theodore Kyriakou apre scenari preoccupanti per un patrimonio editoriale e informativo come Repubblica, La Stampa e le radio del gruppo, vero presidio di democrazia nell’Italia degli ultimi 50 anni.
Il Cdr de La7