L’antisemitismo è un male grave e antico, mai debellato, che va combattuto sempre e ovunque, come tutte le forme di discriminazione e razzismo. Ma il disegno di legge che arriva in Parlamento con la lotta all’antisemitismo non ha nulla a che vedere.
Si tratta invece di nuove norme bavaglio che vogliono equiparare all’antisemitismo le critiche e le manifestazioni contro le politiche e le azioni dello Stato di Israele, che come le politiche e le azioni di qualunque altro Stato devono poter essere legittimamente criticate e contestate. La nuova legge avrebbe solo un effetto tangibile: la cancellazione del dibattito pubblico su quello che accade a Gaza, in Cisgiordania, in Libano.
Si tratterebbe di una stretta sulle libertà di espressione, manifestazione e informazione garantite dalla Costituzione, una ferita per uno Stato compiutamente democratico. Per questo Stampa Romana, come la Fnsi, parteciperà mercoledì 9 settembre alla maratona oratoria il disegno di legge, che si terrà dalle 13 davanti a Montecitorio. L’antisemitismo, definito dalla Dichiarazione di Gerusalemme già fatta propria dall’Ordine dei giornalisti, sia combattuto come ogni razzismo applicando concretamente gli strumenti di legge esistenti.
La Segreteria dell’ASR