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Il segretario dell´Asr
"A rischio il pluralismo"

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La sentenza del Tar del Lazio e le rivelazioni de Il Fatto Quotidiano, modificano il quadro e aprono nuovi scenari sulla vicenda della libera informazione nel nostro Paese. Da un lato il Tribunale Amministrativo non fa che riconoscere l´ovvio diritto delle emittenti che hanno fatto ricorso, Sky e La7, a fare informazione in periodo elettorale, cosa che di per se dovrebbe costituire una ragione in più per l´esercizio del diritto dei cittadini a essere informati. Soltanto i dirigenti Rai sembrano essere insensibili all´idea che l´elettorato possa formarsi un´opinione liberamente, magari offrendo loro un maggiore e variegato numero di trasmissioni informative, non certo sospendendo quelle poche che ancora resistono nel palinsesto della Tv pubblica.
Dall´altro il quadro che esce dai resoconti del quotidiano diretto da Antonio Padellaro è a dir poco sconcertante. Il conflitto di interessi si svela in tutta la sua portata di vera stortura democratica, di macigno sulla strada di un´informazione libera e pluralista. Lascio a chi di dovere, Ordini Regionali e Nazionale, trarre le dovute conseguenze sui provvedimenti nei confronti di colleghi che si siano piegati ai voleri del “presidentissimo” tradendo la causa della professione. Posso soltanto chiedere, insieme al gran numero di personalità che in queste ore lo stanno facendo, che chi ha confuso controllori e controllati, chi ha gettato discredito sulle istituzioni già precarie di questo Paese, abbia il buon gusto di defilarsi definitivamente. L´Associazione Stampa Romana da parte sua, resta in prima linea nella difesa del dovere di cronaca, del diritto dei cittadini a essere correttamente informati e sta preparando una serie di iniziative da proporre alle forze politiche e sociali di ogni orientamento che si riconoscano nell´articolo 21 della Costituzione.

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