Roma, 20 ott – La riforma della giustizia ´´e´ praticamente completata con un suo articolato´´ e sara´ presentata al Consiglio dei ministri la prossima settimana: il premier Silvio Berlusconi imprime una nuova accelerazione alla riforma messa a punto dal Guardasigilli Angelino Alfano. E avverte che il contenuto di questa ´´e´ gia´ stato sottoposto a tutte le forze politiche presenti in Parlamento per trovare un accordo definitivo´´. Poi, torna sulla questione intercettazioni dicendo che e´ un problema a cui ´´si dovrebbe rimediare´´ perche´ e´ terribile vivere in un Paese in cui non puoi avere la certezza di non essere intercettato´´. L´accelerazione sulla riforma, anche all´interno della stessa maggioranza, viene letta in modi diversi. Alcuni sostengono che si tratti di un modo per ´battere il ferro finche´ e´ ancora caldo´ con i finiani. Ieri, infatti, i senatori di Fli hanno detto si´ al cuore del Lodo Alfano (la norma che garantisce per il premier e il Capo dello Stato la sospensione dei processi cominciati anche prima dell´assunzione dell´incarico), pertanto meglio presentare subito un testo scritto nella speranza di incassare a breve un altro si´. Secondo altri, invece, sarebbe solo un modo per esercitare un pressing su Alfano. La giustizia, sarebbe l´idea del premier, e´ un punto cardine e pertanto non si puo´ continuare a rinviare. Dopo l´incontro Fini-Alfano, a via Arenula si ipotizzava uno slittamento dell´esame del testo al Cdm di diverse settimane (´´almeno a fine novembre´´). In realta´, si osserva ancora nel Pdl, un´intesa con i finiani, almeno sui principi, sarebbe stata raggiunta. E siccome Fini ieri aveva sospeso il ´giudizio´ in attesa di un testo scritto, eccolo accontentato. Alfano lavora da tempo alla riforma e la bozza che circola ufficiosamente da qualche tempo subisce continue limature anche a seconda dei ´suggerimenti´ o delle critiche che arrivano dai finiani, a cominciare dal presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno che da giorni si confronta con il Guardasigilli e con il legale del premier Niccolo´ Ghedini. Sul Lodo Alfano, intanto, il segretario del Pd Pierluigi Bersani annuncia barricate e l´intenzione di sostenere il referendum contro il ddl, per il quale l´Idv di Antonio Di Pietro sta da tempo raccogliendo le firme. Mentre il Guardasigilli difende Fli che ieri si e´ espressa a favore della retroattivita´. I finiani, osserva l´inquilino di via Arenula, hanno ´´mantenuto una posizione coerente con cio´ che avevano sempre detto´´. Dire si´ al Lodo, come annunciato da tempo da Fini, significa dire si´ anche alla misura sulla retroattivita´ che, Giulia Bongiorno, proprio ieri ha definito ´´l´essenza del provvedimento´´, prosegue Alfano. Del resto, si ribadisce nel Pdl, se la sospensione non si potesse far valere per i processi cominciati prima del conferimento dell´incarico istituzionale non potrebbe servire a Berlusconi. Il finiano Fabio Granata, pero´, fa capire di aver gradito poco il voto di ieri sul Lodo. Sulla legalita´ e sulla giustizia, ricorda, Fli si gioca una partita decisiva. Soprattutto in vista delle prossime elezioni. E il via libera alla norma sulla retroattivita´, avverte, ´´ha disorientato l´opinione pubblica e gran parte dei quadri e dei militanti´´. Quindi, in futuro, si dovra´ fare piu´ attenzione. Passi il Lodo sul quale da tempo Fli si era impegnata ad approvarlo, avverte Granata, ma non bisogna piu´ commettere ´´gravi errori politici´´ come quello di votare a favore di Pietro Lunardi, l´ex ministro dei Trasporti accusato di corruzione. La Camera, infatti, anche con il ´si´ di molti finiani (Granata ha votato ´no´), ha rinviato ai magistrati di Perugia gli atti con i quali questi chiedevano l´autorizzazione a procedere contro Lunardi. E infatti, assicura Nino Lo Presti (Fli), quando si dovra´ decidere sull´autorizzazione, ´´noi voteremo a favore´´. (ansa)