Torino, 7 giu 2010 – ´´Le intercettazioni sono e dovrebbero continuare a essere uno strumento indispensabile, da potenziare, da affinare, da perfezionare, sicuramente non da complicare o addirittura da mortificare come la riforma in cantiere corre il rischio di fare´´. Parole del procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli, a margine della conferenza stampa dei carabinieri a conclusione dell´indagine sull´organizzazione che importava prostitute minorenni dalla Romania, in cui decisivo e´ stato l´uso delle intercettazioni. ´´Tutte le indagini – ha aggiunto – per fatti anche gravissimi di criminalita´ che comportino la commissione di omicidi, rapine, stupri, traffico droga, sfruttamento prostituzione, si nutrono di intercettazioni, senza cui la maggior parte di questi delinquenti la farebbe franca´´. ´´La nuova legge, invece, prevede che possano durare soltanto 75 giorni, che sono pochi. Anzi – ha concluso Caselli – l´esperienza ci insegna che spesso non servono assolutamente a nulla. Successivamente a questo termine c´e´ l´idea di prorogarle di 24 ore in 24 ore, ma confesso che quando ho sentito parlarne alla televisione mi sono chiesto se capivo bene, perche´ mi sembra una cosa davvero difficile da inquadrare´´. (ansa)