L´Aquila, 3 mag 2010 – Per liberta´ di stampa l´Italia e´ al quarantanovesimo posto nel mondo, secondo la classifica stilata nel 2009 da Reporters Sans Frontiere (Rsf). Lo ha annunciato stamane il vicepresidente dell´Associazione ´´Reporters sans frontieres, per la liberta´ di stampa´´, Domenico Affinito, nel corso di una conferenza stampa che si e´ tenuta in Piazza Duomo, all´Aquila, in occasione della Giornata mondiale della liberta´ di stampa, decretata dall´Unesco. L´Italia, che rispetto allo scorso anno ha perso cinque posizioni, si trova dopo buona parte dei paesi europei, a partire da Danimarca, Finlandia e Norvegia, in testa al ranking. Sempre prima dell´Italia nazioni come Argentina, Spagna, Francia, Cile, Slovenia, Costa Rica. Dietro all´Italia ci sono paesi come Bulgaria, Brasile, Croazia. Rsf ha scelto L´Aquila per presentare il suo dossier ´´perche´ la citta´ terremotata per noi e´ il simbolo di quello che siamo riusciti a fare ad Haiti, altra citta´ martoriata dal sisma in cui attraverso un progetto siamo riusciti a far ripartire la stampa locale. L´altro aspetto importante e´ legato al fatto che non bisogna spegnere le luci sul terremoto e sulla ricostruzione´´. Assieme al vicepresidente italiano di Rsf, erano presenti il sindaco dell´Aquila, Massimo Cialente, ed i giornalisti della Rai, Paolo Di Giannantonio e Tiziana Ferrario, quest´ultima membro del direttivo nazionale di Giornalisti Senza Frontiere. (ansa)______________________________________________L´ITALIA PAESE IN CUI LA STAMPA E´ PARZIALMENTE LIBERA. Milano – L´Italia è un paese la cui stampa è parzialmente libera, come il Sudafrica, le Filippine, il Congo, la Thailandia e il Nepal, classificandosi al 72esimo posto nel mondo, dopo Suriname, Trinidad e Tobago ma anche Israele, Grecia e Cile. Lo dice il rapporto di Freedom House, organizzazione indipendente Usa fondat a nel 1941 per garantire nel mondo le libertà, diffuso oggi in occasione della giornata mondial e della libertà di stampa e visualizzabile al sito http://freedomhouse.org/template.cfm?page=533 . “La libertà d´espressione è fondamentale per tutte le altre libertà. L´ordin amento legislativo, le elezioni libere, i diritti delle minoranze, la libertà d´associazione, e un gove rno responsabile dipendono da una libertà di stampa che può mettere in pratica la sua funzione di controllo e vigilanza”, ha detto Jennifer Windsor, direttore esecutivo di Freedom House. I paesi con una maggiore libertà di stampa sono, secondo il rapporto 2010, l a Finlandia, l´Islanda, la Norvegia e la Svezia mentre gli Stati Uniti si classificano 24esimi e la Gran Bretagna 26esima. Come lo scorso anno, tra i paesi dell´Europa occidentale l´Italia è penultim a e sola, con la Turchia, ad avere una stampa semi-libera nonostante la libertà di stampa sia tut elata nel nostro Paese dall´articolo 21 della Costituzione. Fino al 2003 la stampa italiana era considerata libera ma, a partire dal 200 4, Freedom House ha relegato l´Italia nel gruppo dei paesi di fascia B. “Il ritorno al potere di Berlusconi nell´aprile 2008 gli ha permesso nuovame nte di poter controllare fino al 90% delle emittenti televisive nazionali, mediante gli sbocc hi alle (televisioni) pubbliche e le sue partecipazioni ai media privati”, dice l´edizione del 2009 co mmentando la realtà italiana e ricordando come “il primo ministro sia il principale azionista di Med iaset, del principale editore nazionale Mondadori e della più grande concessionaria di pubblicità Publ italia”. Secondo l´organizzazione di vigilanza Usa, la libertà di stampa è diminuita globalmente per l´ottavo anno consecutivo, con un calo regionale nell´Africa sub-sahariana, nell ´America latina e nel Medio Oriente mentre l´unica area geografica a migliorare è l´Asia del sud. Inol tre, secondo il rapporto 2010, “Cina, Russia e Venezuela hanno sistematicamente violato la liber tà di Internet e dei nuovi mezzi di comunicazione”. I paesi agli ultimi posti di questa classifica sono Libia, Birmania, Turkmen istan e Corea del Nord (196esima), paesi in cui la stampa è non-libera. Nel mondo, soltanto una persona su sei vive in un paese con una stampa considerata libera da Freedom House. “I giornalisti sono sempre più vittime di aggressioni e di omicidi, una tend enza sostenuta dall´impunità dei passati crimini”, dice il rapporto di Freedom House. Il 10 apr ile scorso l´ultima vittima Reuters in Thailandia, Hiro Muramoto. Nei primi mesi del 2010, sono morti 24 giornalisti di cui 10 sicuramente ese rcitando la propria professione — 2 in Pakistan, 2 in Nigeria, 1 in Afghanistan, 1 in Angola, 1 in Messico, 1 in Yemen, 1 in Thailandia e 1 in Camerun — mentre 14 in contesti ancora non chiariti ma comunq ue oggetto d´indagine. Nel 2009 hanno invece perso la vita 96 giornalisti, 71 dei quali ucc isi nel tentativo di svolgere il proprio mestiere. Ulteriori dettagli sono consultabili all´indirizzo http://www.cpj.org/killed/ . La giornata mondiale della libertà di stampa, celebrata ogni 3 maggio, è sta ta istituita nel 1993 dalle Nazioni Unite per promuovere una stampa libera e per ricordare i giornalis ti che hanno perso la vita per e nel proprio lavoro. (reuters)______________________________________ RAI: RSF, CAMBI NELLE CONDUZIONI TG1 SANNO DI EPURAZIONE – La sezione italiana di Reporters sans Frontieres, esprime forte preoccupazione per la decisione del direttore Augusto Minzolini di rimuovere dalla conduzione tre volti storici del Tg1: Piero Damosso dall’edizione delle 7, Paolo Di Giannantonio da quella delle 13 e Tiziana Ferrario delle 20. La Ferrario e Di Giannantonio presenti alla conferenza stampa di Rsf All’Aquila hanno sostenuto insieme al vicepresidente italiano dell’associazione, Domenico Affinito, che “l’aria che si respira al giornale della prima rete della Rai, da qualche tempo a questa parte, e’ quella dell’epurazione”. “La sensazione – ha detto Affinito – e’ che il direttore stia colpendo quelli che non hanno firmato il documento in suo favore e che stia, invece, promuovendo chi lo ha firmato”. I giornalisti del Tg1 hanno segnalato a Reporters sans Frontieres un clima interno “molto teso, conseguente all’annullamento del confronto redazionale nella composizione quotidiana del giornale che viene ormai realizzato con direttive precise dall’alto che non lasciano spazio al alcuna autonomia intellettuale ai giornalisti”. Per Rsf “la nuova metodologia di lavoro del tg1 si riflette in maniera negativa sia sulla liberta’ di espressione dei singoli giornalisti sia sulla qualita’ finale del prodotto giornalistico, ai suoi minimi storici”. (ansa)________________________________________ LIBERTA’ STAMPA: GIORNATA ONU, CHI SONO I 40 PEGGIORI NEMICI. Parigi – Il presidente cinese Hu Jintao, quello iraniano Mahmoud Ahmadinejad, Paul Kagame del Rwanda, il cubano Raoul Castro e il primo ministro russo Vladimir Putin sono i capi di stato entrati nella lista dei 40 ”predatori della stampa”, diffusa dall’organizzazione Reporter Senza Frontiere in occasione della Giornata Mondiale della Liberta’ di Stampa promossa dall’Onu. Fra i ”nuovi ingressi”, il capo talebano Mullah Omar, il presidente ceceno filo-russo Ramzan Kadyrov e quello dello Yemen, Ali Abdulah Saleh. Nella lista figurano anche il gruppo separatista basco dell’ETA, le milizie islamiche somale e la criminalita’ organizzata italiana, che costringe almeno 10 giornalisti, fra cui Roberto Saviano, a vivere sotto la protezione delle forze dell’ordine. (asca/afp)______________________________________________ GIORNALISTI: RSF, IN ITALIA UNA DECINA SOTTO SCORTA. L’Aquila – “In Italia sono una decina i giornalisti che sono costretti a vivere con la scorta, le minacce, le lettere anonime, i pneumatici tagliati, le vetture incendiate sono centinaia. Tutti gli scrittori che scrivono sui gruppi mafiosi sono stati prima o poi sotto sorveglianza”. Lo ha detto stamane Domenico Affinito, vicepresidente italiano di “Reporters sans Frontieres” parlando dei problemi sulla liberta’ di stampa e delle minacce che quotidianamente gli addetti ai lavori incorrono. Affinito ha portato esempi concreti di giornalisti e scrittori “costretti a vivere sotto la protezione permanente della polizia e il loro lavoro con tutti i rischi che comporta, e’ ben lontano dal ricevere sostegno dal capo del governo”. “Nel novembre 2009 – ha concluso Affinito con una ‘provocazione’ – Silvio Berlusconi ha minacciato di strangolare gli autori dei film e dei libri sulla mafia, che, secondo lui, darebbero una cattiva immagine all’Italia”. (agi)___________________________________________________LIBERTA’ STAMPA: QUALCHE PROGRESSO IMPORTANTE NEL SUD DEL MONDO. Roma – Progressi importanti in Asia meridionale, tensioni in America Latina, segnali contrastanti nella regione sub-sahariana: sono le indicazioni di fondo di uno studio dell’organizzazione non governativa statunitense ”Freedom House”, pubblicato in occasione della XVIII Giornata mondiale della liberta’ di stampa e riportato in un servizio dell’agenzia MISNA. ”Nel mondo il panorama si e’ aperto in modo significativo anche grazie a emittenti satellitari private e a internet – sottolineano i ricercatori americani – ma sia governi che soggetti non statali hanno trovato nuovi modi per ridurre l’indipendenza dei media e il libero flusso delle informazioni”. Secondo lo studio, relativo al 2009, passi avanti sono stati compiuti soprattutto nell’Asia meridionale. Da ”non liberi” il Bangladesh e il Bhutan sono divenuti ”parzialmente liberi”. Tendenza positiva anche per Papua Nuova Guinea, Timor Est, Indonesia e soprattutto India, salita al 70* posto in una classifica che comprende 192 paesi. In buona posizione ci sono anche diversi paesi della regione dei Caraibi, in particolare Santa Lucia e Giamaica, rispettivamente al 14* e al 16* posto. In Sudamerica i migliori risultano Uruguay (52*), Cile e Guyana (67*), mentre sembrano peggiorare soprattutto Messico e Honduras, paese quest’ultimo teatro l’anno scorso di un colpo di stato. Per quanto riguarda l’area sub-sahariana, a guidare la classifica regionale e’ il Mali (52*), seguito da Benin e Botswana. ”Freedom House” evidenzia come, a causa dell’arretramento di Sudafrica (72*) e Namibia (76*), per la prima volta dal 1990 nel cono sud del continente non ci siano paesi ”liberi”. Novita’ positive arrivano pero’ da zone difficili, in primo luogo Zimbabwe, Kenya, Sudan e Mauritania, dove i media hanno meno restrizioni che in passato. In altri quadranti geografici, sostengono i ricercatori americani, sono da segnalare il ritardo della Cina (181*) i progressi di Israele, tornato ”libero” dopo aver revocato le gravi restrizioni introdotte durante la guerra nella Striscia di Gaza del 2008-2009. (asca)_______________________________________________________GIORNALISMO: RSF ´LIBERTA´ STAMPA, 2009 ANNO DRAMMATICO´. L´Aquila – Il rapporto internazionale di Reporters sans frontieres dipinge un quadro drammatico per la liberta´ di informazione nel mondo. Il 2009 ha registrato 76 giornalisti uccisi, con un incremento del 21% rispetto all´anno precedente. Sono stati 33 i giornalisti rapiti, 573 quelli arrestati e 1476 quelli aggrediti o minacciati. I media sottoposti a censura sono stati 570, contro i 353 del 2008. Un blogger e´ morto in prigione, 61 sono stati aggrediti e 151 sono stati arrestati, contando anche i cyber-dissidenti. Sessanta Paesi sono stati colpiti dalla censura di Internet. (ansa)_____________________________________________INFORMAZIONE: SIDDI, NELL´ULTIMO ANNO PRESSIONI SPAVENTOSE. Bari – ´´L´informazione in Italia ha subito nell´ultimo anno una pressione spaventosa, fatta di intimidazione ai giornalisti, di minacce di leggi bavaglio, fatto di espressioni del titolare del potere del governo tese ad indicare i giornali nemici ai quali non fare arrivare la pubblicita´´´. E´ questo, per il segretario nazionale della Fnsi, Franco Siddi, uno dei principali parametri che hanno fatto scendere l´Italia nelle classifiche di Freedom house sulla liberta´ di stampa confermandola in una condizione di ´´parzialmente libera´´. Siddi ne ha parlato a Bari dove in occasione della Giornata mondiale della liberta´ di stampa ha partecipato all´assemblea annuale dell´Assostampa di Puglia. ´´Il fatto che l´Italia – ha detto – sia scesa nelle classifiche di Freedom house non ci fa piacere non e´ una bella notizia, un po´ ce lo aspettavamo´´. ´´Queste classifiche mettono l´Italia allo stesso livello di Guiana, Capo Verde e poco prima del Benin´´. ´´Sembrerebbe contraddittorio rispetto alla realta´ conosciuta´´, ma in questa valutazione, secondo Siddi, c´e´ la condizione di spaventosa pressione subita nell´ultimo anno e ´´tutto questo pesa negativamente in ordine ai gradi di liberta dell´informazione assicurati e pesa anche sulla buona immagine dell´Italia´´. ´´Occorre invertire la tendenza – ha aggiunto – e rimettere in primo piano il dato che l´informazione e´ la linfa vitale di ogni democrazia, l´informazione non e´ nemica della democrazia e dei poteri, esercita un controllo pubblico sui poteri e se non lo fa viene meno ad un suo dovere´´. ´´Poi ciascuno lo fa secondo il proprio punto di vista – ha concluso – l´importante che lo faccia con trasparenza´´. (ansa)