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Inpgi: cda approva riforma previdenziale. Giornaliste in pensione a 65 anni nell´arco di dieci anni

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Roma, 15 lug – Il Consiglio d´amministrazione dell´Inpgi ha approvato oggi all´unanimita´ ´´la riforma previdenziale che assicura solidita´ ai conti dell´Istituto anche nel lungo periodo´´. Lo spiega una nota dell´Istituto che ne riassume i punti principali: ´´l´aumento contributivo a carico delle aziende sara´ di tre punti percentuali nell´arco di cinque anni, tra il 2012 e il 2016; l´eta´ pensionabile delle donne sara´ aumentata progressivamente a 65 anni nell´arco di dieci anni, tra il 2012 e il 2021; gli sgravi contributivi, solo per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, saranno del 60% per tre anni, con una riduzione del 12% del costo del lavoro´´. ´´La profonda ´gobba´ previdenziale che era prevista tra il 2020 e il 2040 tende di fatto quasi a scomparire, il patrimonio dell´Istituto sara´ sempre crescente e nei prossimi 50 anni non intaccheremo le riserve accantonate´´ annuncia soddisfatto Andrea Camporese, Presidente dell´Inpgi. Tutte le delibere saranno operative dopo l´approvazione dei ministeri vigilanti, che si prevede possa arrivare nel prossimo autunno. ´´Oggi e´ un giorno importante per l´Inpgi e per la categoria dei giornalisti´´ – dichiara Camporese. – ´´Sul piano politico-previdenziale, si tratta di una riforma inevitabile. Se avessimo scelto qualsiasi altro strumento gli iscritti all´Istituto sarebbero stati ben piu´ penalizzati invece l´Inpgi riuscira´ a mantenere prestazioni di gran lunga superiori all´Inps. A questo risultato si e´ arrivati dopo un lungo processo decisionale, coinvolgendo il Consiglio d´amministrazione e le Parti sociali, di cui l´Inpgi e´ stato protagonista. E si tratta di un risultato straordinario che va oltre ogni piu´ rosea aspettativa. Va ringraziata anche la Fieg, che ha fatto la sua parte con grande responsabilita´, e la Fnsi, con cui abbiamo lavorato in modo proficuo e unitario´´. Nel dettaglio, l´aliquota contributiva IVS a carico delle aziende, attualmente pari al 20,28% – spiega ancora l´Inpgi -, salira´ di un punto dal 1/1/2012 arrivando al 21,28%. Un secondo punto percentuale di aumento decorrera´ dal 1/1/2014 quando l´aliquota salira´ al 22,28%. Il terzo punto, a partire dal 1/1/2016, portera´ l´aliquota al 23,28%, mentre restera´ inalterata l´aliquota a carico dei dipendenti, pari all´8,69%. A regime, comunque, le aliquote IVS saranno per l´Inpgi ancora inferiori di oltre l´1% a quelle previste per l´Inps (lo 0,53% in meno a carico delle aziende e lo 0,5% in meno a carico dei dipendenti). ´´Ogni punto di aumento vale oltre 14 milioni di euro di entrate nelle casse dell´Istituto´´, fa notare Camporese, ´´e in particolare il primo punto d´aumento ci ristorera´ dalle perdite subite a causa dei prepensionamenti´´. E sui pensionamenti, saranno le donne a registrare l´inevitabile ´´novita´´´. Per loro, infatti, l´aumento dell´eta´ pensionabile sara´ graduale: 61 anni dal 1/7/2012 e fino al 2014, 62 anni dal 1/1/2015, 63 anni dal 1/1/2017, 64 anni dal 1/1/2019 e 65 anni dal 1/1/2021, quando la riforma andra´ a regime. Le giornaliste che vorranno andare in pensione comunque a 60 anni potranno farlo e, nel periodo transitorio fino al 2020, avranno penalizzazioni ridotte: per esempio, una penalizzazione del 2,3% nel caso in cui il pensionamento avvenga con un anno d´anticipo. ´´Siamo consapevoli – sottolinea Camporese – che le nostre iscritte dovranno percorrere un cammino diverso, tracciato da fattori estranei alla nostra volonta´, cosi´ come lo faranno le altre donne lavoratrici, ma loro non saranno sole. Le norme che abbiamo approvato sono solo tese ad attenuare l´impatto con una congiuntura economica che chiede responsabilita´ e sacrifici a tutti. Speriamo cosi´ di renderli piu´ accettabili´´. Gli sgravi contributivi del 60% per tre anni saranno a favore delle aziende, non in stato di crisi, per le assunzioni a tempo indeterminato, da praticante a caposervizio: l´aliquota IVS scendera´ cosi´ da oltre il 20% a poco piu´ dell´8%. ´´Significa una riduzione di 12 punti percentuali del costo del lavoro´´ – rileva il presidente Camporese che aggiunge: ´´Non e´ stato facile convincere gli editori a fare un ragionamento sui contratti a tempo indeterminato, nonostante alcuni tra i piu´ grandi gruppi editoriali italiani siano pronti ad assumere. Spero che questa misura, fortemente condivisa con la Fnsi, dia la spinta giusta´´. Dagli sgravi saranno comunque esclusi i pensionati e le aziende che hanno effettuato licenziamenti, mentre saranno inclusi tutti i contratti giornalistici, compresi quelli adottati dalla Fieg e dall´Aeranti Corallo. Il Consiglio d´amministrazione dell´Inpgi ha approvato anche un ordine del giorno che ´´rileva la necessita´ di avviare un ampio confronto nella categoria, in primis con le donne, rispetto ai temi collegati in particolare al welfare femminile e di categoria e piu´ in generale ai sistemi di ammortizzazione sociale del lavoro dipendente e autonomo´´. L´ordine del giorno afferma quindi che ´´il Cda assume l´impegno ad analizzare nei prossimi mesi, in stretta collaborazione con la Fnsi per le competenze contrattuali e con la Casagit per quelle assistenziali, ogni opportuna iniziativa, nella compatibilita´ della tenuta del sistema´´. (ansa)

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