“Ormai non si può più solo parlare di mera questione salariale, ma di palesi violazioni delle leggi in materia di lavoro autonomo da parte degli Editori. È infatti irricevibile la loro proposta, che esprime palesemente la volontà di far saltare i lavori sull’equo compenso al tavolo istituito presso il Dipartimento Informazione ed Editoria della Presidenza del Consiglio, una proposta che, per le cifre che contiene e la logica che la ispira, guarda al passato.
ODG, FNSI, e lo stesso Governo, non possono che prendere atto della incapacità degli editori di immaginare il futuro del settore, senza piani industriali chiari e trasparenza nei rapporti di lavoro. Così gli editori da un lato rendono inadempiente il Governo verso un’intera categoria di professionisti, dall’altro cercano di continuare a drenare risorse pubbliche. È inaccettabile: se non rispettano le leggi, vanno sanzionati e non devono ricevere finanziamenti “.
Così il Presidente della Commissione Lavoro autonomo di Stampa Romana Vincenzo Campo, in una nota.
“Presentare una proposta peggiorativa rispetto a quella del 2014 significa per gli Editori guardare al passato, quando ormai il mondo dell’Informazione è cambiato, e continuare a violare da più di 10 anni le leggi dello Stato” continua Campo “oggi è impensabile, se si vuole difendere l’indipendenza e il pluralismo dell’informazione, non rispettare la legge sull’equo compenso, la legge 233/2012, e le norme che tutelano i giornalisti freelance, perché i loro compensi non siano inferiori a soglie minime dignitose”. “ Con remunerazioni da fame e contributi irrisori” conclude Campo “ si mette anche a rischio la sostenibilità dell’ Inpgi, la Cassa previdenziale professionale dei giornalisti che svolgono lavoro autonomo”.