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Stampa Romana: Primo maggio per contratto ed equo compenso

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Retribuzioni giuste, occupazioni stabili, stato sociale solido: senza non ci sono esistenze dignitose, progetti di vita, un futuro di crescita per la nostra Repubblica, che la Costituzione fonda proprio sul lavoro,  da troppi anni mortificato, reso instabile, insicuro, mal pagato, sfruttato.

L’Italia crolla demograficamente, arretra economicamente, é sempre meno coesa, sotto i colpi inferti allo stato sociale.

Dalla dignità del lavoro bisogna ripartire, perché c’è una vera emergenza salariale.

Il contratto dei giornalisti è scaduto da oltre dieci anni, gli stipendi hanno perso il 20 per cento del potere d’acquisto. Abbiamo scioperato in massa per tre giorni: gli editori vogliono tagliare ancora gli stipendi, soprattutto ai più giovani. E si oppongono anche alla concreta applicazione dell’Equo compenso, per dare la giusta retribuzione ai freelance, pagati pochi spiccioli, perché il lavoro povero riguarda anche la nostra categoria. La mobilitazione continua.

Anche per questo Stampa Romana parteciperà alle iniziative per il Primo Maggio  di Cgil, Cisl e Uil nella Capitale e nel Lazio.

  La Segreteria dell’ASR

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