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Il racconto della cronaca nera tra morbosità e sensazionalismo

* Procedura necessaria per ottenere i crediti formativi.

14.00

Il corso

Da sempre i fatti di cronaca nera hanno avuto un forte impatto anche emotivo sull’opinione pubblica. Prima prevalentemente attraverso i giornali e poi in Tv. Ancora oggi, nell’era digitale, è la televisione il media dove i fatti di nera vengono maggiormente narrati, fino a riempirne i palinsesti con programmi che si passano il testimone dal prime time fino alla seconda serata. “Esperti” e “opinionisti” a vario titolo fanno a gara per intervenire, spesso parlandosi addosso con toni tutt’altro che pacati.

Il più delle volte si creano fazioni tra colpevolisti e innocentisti che rapidamente invadono anche siti web e piattaforme social, dove c’è spazio davvero per tutti: non solo psicologi, criminologi, sociologi, avvocati, consulenti più o meno autorevoli, ma anche influencer pronti a dire la loro senza alcun freno grazie al numeroso seguito di followers. Talvolta la rincorsa al punto più alto di share induce a scavare su aspetti inediti dei protagonisti e persino a reclamare lo scoop. Questo alimenta morbosità, desiderio di conoscere sempre maggiori dettagli e nuovi risvolti sulla vicenda.

Ma qual è il ruolo del giornalista nella narrazione dei fatti di cronaca nera? Sicuramente è molto delicato. Innanzitutto per la grande responsabilità del racconto, che deve rispondere a criteri deontologici ben precisi basati su rigore, rispetto della dignità umana e aderenza alla verità. Mai trascendere nella morbosità o nel voyeurismo, i fatti devono essere verificati tramite atti ufficiali, fonti attendibili o dichiarazioni della magistratura e delle forze dell’ordine.

Fondamentale la scelta del linguaggio, equilibrato e misurato, privo di sensazionalismi o spettacolarizzazione del dolore. Inoltre, fino a sentenza definitiva, un indagato o un imputato non va mai descritto come “colpevole” o “assassino”, rispettando la presunzione di innocenza. Oggi come stanno davvero le cose? Gli approfondimenti giornalistici su alcuni casi eclatanti di cronaca potrebbero diventare supporti validi per le indagini? Perché si parla troppo spesso di giudizio mediatico e processo mediatico?

Evento in partnership con Dipartimento Scienze della Formazione Università Roma Tre

Relatori

  • Milena Gammaitoni, sociologa, professoressa di Sociologia generale al Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre. Insegna Sociologia delle arti nello stesso ateneo romano
  • Anna Bisogno, professoressa associata di Cinema, radio e televisione all’Università Mercatorum. Tra le sue attività di ricerca, le intersezioni narrative tra Tv, piattaforme digitali e social. Ha pubblicato diversi libri, l’ultimo è “Tv espansa”
  • Francesco Pira, sociologo, professore di Sociologia all’università di Messina. Saggista e giornalista
  • Anna Simone, sociologa e ricercatrice in Sociologia giuridica della devianza e del mutamento sociale presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Roma 3.
  • Graziella Priulla, sociologa dei processi culturali e comunicativi

 

Modera e conduce

  • Marina Cocozza, giornalista con lunga esperienza in Rai, esperta in linguaggi e comunicazione

 

AVVISO: Si rammenta a tutti i partecipanti che la regolamentazione dell’ODG in materia di webinar prevede che LA TELECAMERA DEL PARTECIPANTE SIA SEMPRE ACCESA E NON VADA OSCURATA MAI, neanche momentaneamente. In via di interpretazione, da tale regola si desume anche che LA TELECAMERA DEBBA ESSERE POSIZIONATA IN MANIERA CORRETTA, in modo tale che possa essere visualizzato PER INTERO il volto dell’iscritto, di modo da constatarne concretamente l’identificazione e la partecipazione dello stesso. Inquadramenti impropri non sono funzionali a tale scopo.  IL MANCATO RISPETTO DELLA REGOLAMENTAZIONE FISSATA DALL’ODG CAUSERA’ LA NON ATTRIBUZIONE DI CREDITI FORMATIVI E DI CONSEGUENZA LA SEGNALAZIONE DI “ASSENZA INGIUSTIFICATA”, COSI’ COME STABILITO DALL’ODG. SI SEGNALA CHE AD INIZIO WEBINAR LA PIATTAFORMA ZOOM INVIERA’ UNA RICHIESTA DI CONVERSIONE A RELATORE. TALE RICHIESTA DEVE ESSERE ACCETTATA PERCHE’ PERMETTE AI PARTECIPANTI DI ACCENDERE LA PROPRIA TELECAMERA.

 Per approfondimenti si invita a visionare questo link https://www.odg.it/corsi-di-formazione-in-streaming-disposizioni-regolamentari-e-modalita-di-svolgimento tratto dal sito dell’ODG, ove sono delineate le regole che presidiano le modalità di svolgimento dei corsi webinar (delibera n. 41 del Cnog adottata in data 29 marzo 2022) .

NEL MOMENTO DI ENTRATA NEL WEBINAR ATTRAVERSO IL LINK ZOOM PREPOSTO , SINCERARSI DI AVERE SCRITTO IL PROPRIO NOME E COGNOME CORRETTAMENTE.

 

Altri metodi di pagamento e policy sui rimborsi

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Domande frequenti

Posso acquistare il corso direttamente online?

Sì, certo. Ti puoi iscrivere al corso aggiungendolo al carrello e finalizzando l’acquisto pagando con carta di credito.

Perché i corsi sono suddivisi in Primo e Secondo Livello?

I corsi di Primo Livello affrontano conoscenze e pratiche base e sono dunque indirizzati a chi si avvicina per la prima volta ad una materia. Il Secondo Livello è invece pensato per chi ha già frequentato il Primo o per chi ha una comprovata esperienza equivalente.

Possono partecipare soltanto gli iscritti all’Ordine dei giornalisti?

No, la nostra formazione è aperta a tutti, dunque anche ai non giornalisti. Tuttavia gli iscritti all’Odg hanno la precedenza sui non iscritti in caso di raggiungimento del limite massimo dei posti disponibili.

Chi sono i docenti di Stampa Romana?

I nostri docenti sono tutti professionisti attivi mondo del giornalismo e della comunicazione, costantemente aggiornati su tutte le novità di settore.

I corsi prevedono una parte pratica?

Ogni corso è progettato e realizzato per trasmettere ai partecipanti non solo conoscenze teoriche ma anche il know how dell’esperienza sul campo. Gli appuntamenti prevedono dunque vari momenti di applicazione degli strumenti studiati in aula.

Acquistando il corso si ha diritto automaticamente ai crediti formativi?

No, per acquisire i crediti formativi è indispensabile registrarsi al corso anche sulla piattaforma Formazione Giornalisti.

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