* Procedura necessaria per ottenere i crediti formativi.
Il corso
Da sempre i fatti di cronaca nera hanno avuto un forte impatto anche emotivo sull’opinione pubblica. Prima prevalentemente attraverso i giornali e poi in Tv. Ancora oggi, nell’era digitale, è la televisione il media dove i fatti di nera vengono maggiormente narrati, fino a riempirne i palinsesti con programmi che si passano il testimone dal prime time fino alla seconda serata. “Esperti” e “opinionisti” a vario titolo fanno a gara per intervenire, spesso parlandosi addosso con toni tutt’altro che pacati.
Il più delle volte si creano fazioni tra colpevolisti e innocentisti che rapidamente invadono anche siti web e piattaforme social, dove c’è spazio davvero per tutti: non solo psicologi, criminologi, sociologi, avvocati, consulenti più o meno autorevoli, ma anche influencer pronti a dire la loro senza alcun freno grazie al numeroso seguito di followers. Talvolta la rincorsa al punto più alto di share induce a scavare su aspetti inediti dei protagonisti e persino a reclamare lo scoop. Questo alimenta morbosità, desiderio di conoscere sempre maggiori dettagli e nuovi risvolti sulla vicenda.
Ma qual è il ruolo del giornalista nella narrazione dei fatti di cronaca nera? Sicuramente è molto delicato. Innanzitutto per la grande responsabilità del racconto, che deve rispondere a criteri deontologici ben precisi basati su rigore, rispetto della dignità umana e aderenza alla verità. Mai trascendere nella morbosità o nel voyeurismo, i fatti devono essere verificati tramite atti ufficiali, fonti attendibili o dichiarazioni della magistratura e delle forze dell’ordine.
Fondamentale la scelta del linguaggio, equilibrato e misurato, privo di sensazionalismi o spettacolarizzazione del dolore. Inoltre, fino a sentenza definitiva, un indagato o un imputato non va mai descritto come “colpevole” o “assassino”, rispettando la presunzione di innocenza. Oggi come stanno davvero le cose? Gli approfondimenti giornalistici su alcuni casi eclatanti di cronaca potrebbero diventare supporti validi per le indagini? Perché si parla troppo spesso di giudizio mediatico e processo mediatico?
Evento in partnership con Dipartimento Scienze della Formazione Università Roma Tre
Relatori
Modera e conduce
AVVISO: Si rammenta a tutti i partecipanti che la regolamentazione dell’ODG in materia di webinar prevede che LA TELECAMERA DEL PARTECIPANTE SIA SEMPRE ACCESA E NON VADA OSCURATA MAI, neanche momentaneamente. In via di interpretazione, da tale regola si desume anche che LA TELECAMERA DEBBA ESSERE POSIZIONATA IN MANIERA CORRETTA, in modo tale che possa essere visualizzato PER INTERO il volto dell’iscritto, di modo da constatarne concretamente l’identificazione e la partecipazione dello stesso. Inquadramenti impropri non sono funzionali a tale scopo. IL MANCATO RISPETTO DELLA REGOLAMENTAZIONE FISSATA DALL’ODG CAUSERA’ LA NON ATTRIBUZIONE DI CREDITI FORMATIVI E DI CONSEGUENZA LA SEGNALAZIONE DI “ASSENZA INGIUSTIFICATA”, COSI’ COME STABILITO DALL’ODG. SI SEGNALA CHE AD INIZIO WEBINAR LA PIATTAFORMA ZOOM INVIERA’ UNA RICHIESTA DI CONVERSIONE A RELATORE. TALE RICHIESTA DEVE ESSERE ACCETTATA PERCHE’ PERMETTE AI PARTECIPANTI DI ACCENDERE LA PROPRIA TELECAMERA.
Per approfondimenti si invita a visionare questo link https://www.odg.it/corsi-di-formazione-in-streaming-disposizioni-regolamentari-e-modalita-di-svolgimento tratto dal sito dell’ODG, ove sono delineate le regole che presidiano le modalità di svolgimento dei corsi webinar (delibera n. 41 del Cnog adottata in data 29 marzo 2022) .
NEL MOMENTO DI ENTRATA NEL WEBINAR ATTRAVERSO IL LINK ZOOM PREPOSTO , SINCERARSI DI AVERE SCRITTO IL PROPRIO NOME E COGNOME CORRETTAMENTE.
Corsi e laboratori
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Perché i corsi sono suddivisi in Primo e Secondo Livello?
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Chi sono i docenti di Stampa Romana?
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Direttore Responsabile: Stefano Ferrante
Registrazione al Tribunale di Roma n°13 del 16/01/2009
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